L’immagine del Duce sul balcone di Palazzo Venezia. Giovani ricordano i 100 anni dei fasci

sabato 23 marzo 13:32 - di Redazione

A furia di evocarlo, alla fine è tornato. Seppur sotto forma di immagine proiettata su piazza Venezia, nonostante tutto ancora la più simbolica, politicamente parlando: parliamo di Benito Mussolini, che gli aderenti al gruppo Azione Frontale, hanno fatto riapparire in divisa da Duce sul celebre balcone per ricordare la fondazione dei Fasci di combattimento, avvenuta in quel di Milano, in piazza San Sepolcro, esattamente il 23 marzo di cento anni fa.

L’iniziativa è dei giovani di Azione Frontale

Quel che è davvero clamoroso è che la goliardica sortita, che di certo scatenerà il solito putiferio a base di dichiarazioni indignate e di roboanti annunci di imminenti iniziative alla Boldrini o alla Fiano, è stata messa a segno nel cuore di una Roma blindata per la visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping. Il tutto è accaduto intorno alla mezzanotte, ora in cui – armati  di proiettore – i giovani militanti hanno iniziato a proiettare sotto palazzo Venezia un video sul Ventennio con il Duce che si affaccia al balcone. Non è stata l’unica azione “celebrativa” del centenario. La stessa associazione ha infatti messo a segno iniziative analoghe anche in altre città. A Padova e a Genova ad esempio sono stati affissi manifesti con la foto dell’obelisco Dux e la scritta “100 anni di un sogno chiamato fascismo

L’immagine del Duce proiettata su Palazzo Venezia

«I militanti di Azione Frontale Padova – si legge nella pagina Fb del movimento – celebrano la fondazione dei Fasci di Combattimento, avvenuta il 23 marzo 1919 in piazza San Sepolcro, a Milano. Il simbolo è il Fascio Littorio. Il programma prevedeva riforme sociali ma anche la creazione della “terza via“, tra una sinistra distruttiva e una destra che rifiutava ogni innovazione, con lo scopo di dare spazio ad istanze moderniste utili alla creazione dell’uomo nuovo. Per noi fascisti la vita è un combattimento continuo, incessante, che noi accettiamo con grande disinvoltura, con grande coraggio, con la intrepidezza necessaria».

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