L’ex Br Franceschini accusa il Secolo d’Italia e vuole insegnarci la democrazia

domenica 17 marzo 6:00 - di Francesco Storace

Viene un brivido alla schiena. Un amico ti avvisa, “hai letto il Corriere del Mezzogiorno?”. Di quando? “Giovedì scorso”.  Ci mettiamo a cercare tra gli arretrati delle edizioni locali del Corrierone e leggiamo il monito del terrorista. O ex, se si offende. Alberto Franceschini, fondatore della Brigate Rosse con Renato Curcio e compagnia, ce l’ha con il Secolo d’Italia. Perché a Bari non lo hanno fatto parlare della sua specialità, gli agguati di quegli anni spericolati. Doveva intervenire al convegno su Aldo Moro con tanto di incredibile patrocinio della regione Puglia, poi annullato per l’indignazione che aveva suscitato il solo annuncio.
Questo signore che ha passato in carcere 18 dei suoi settantuno anni per costituzione e partecipazione a banda armata e il sequestro del giudice Sossi, si è lamentato contro di noi. “Ho visto che il Secolo online ha fomentato le proteste“. Quello lo facevano nelle fabbriche le Brigate Rosse. Noi abbiamo manifestato incredulità alla notizia che un convegno su Aldo Moro potesse servire all’esibizione di un ex brigatista.

Non deve fare accademia

Dicono che Franceschini abbia preso le distanze dalla scelta terroristica, ma non è un buon motivo per fargli fare accademia e magari raccontare perché rivendicò quell’azione criminale contro Moro e la sua scorta, pur non risultandone partecipe. Non c’è dubbio che egli abbia scontato la sua pena. Il che non vuol dire che ora debba toccare ai cittadini che quei reati non li hanno commessi, dover ascoltare le sue lezioni su terrorismo e democrazia. Dice Franceschini nell’intervista al Corriere del Mezzogiorno che avrebbe voluto raccontare ai ragazzi di Bari che “non bisogna cadere nella trappola nella quale siamo caduti noi“. E c’è bisogno di un ex terrorista in cattedra per dire no al terrorismo? Basta e avanza quello che abbiamo vissuto e semmai il racconto di magistrati, inquirenti, giornalisti, testimoni. Ma perché uno dei capi delle Brigate Rosse debba parlare ad un convegno su Moro è qualcosa che mai avremmo immaginato di dover criticare. Perché ci dovrebbe essere un limite a tutto, anche nell’organizzazione di seminari.

La farneticazione

Poi, il resto. Che tipo di dibattito ci potrebbe mai essere con chi farnetica e dichiara testualmente che “spesso ci si scaglia contro il terrorismo di sinistra e si dimentica di quelli che il terrorismo lo hanno fatto davvero, con le bombe“.
Facci capire, Franceschini: le Brigate Rosse non sono state un’organizzazione terroristica in piena regola? E’ così che prendi le distanze da quella stagione sanguinaria? Certo che c’è stato anche il terrorismo stragista, ma dare a credere tanti anni dopo che quello “nero” ci sia stato “per davvero” e che quello “rosso” sia stato quasi una specie di Scherzi a parte fa indignare ancora di più della semplice ipotesi di un convegno su Moro. Perché significa azzerare una storia di orrore che l’Italia ha conosciuto e maledetto. Ecco perché è stato giusto criticare quel dibattito annunciato e poi fortunatamente annullato. Perché Franceschini sarebbe andato a raccontare le tesi esposte in quell’intervista rancorosa. E fa venire il dubbio che dalla sua testa il germe del terrorismo non sia ancora mai uscito. Altro che fomentare la protesta: stattene a casa che fai meno danni.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 17 marzo 2019

    Razza di farabutto!

  • edoardo serata 17 marzo 2019

    In uno Stato serio un personaggio come Franceschini sarebbe marcito all’ergastolo, ma siamo in Italia. C’è ancora qualcuno che , tranne il Secolo, ricorda le sue vittime.?

  • amerigo 17 marzo 2019

    Questo verme, quindi, sarà pieno di impegni dovendo incontrare le famiglie delle vittime br. Non so quante famiglie delle suddette avranno voglia di discutere amabilmente con questo rifiuto subumano, ma ho il sentore che costui si faccia anche pagare per dimostrare la giustezza delle sue idee assassine…Comunque, siamo nel Bel Paese, venghino signori, venghino, c’è posto per tutti, con questa magistratura c’è da aspettarsi anche di peggio…

  • est 17 marzo 2019

    Il terrorismo l’ho vissuto di persona e tutte le volte che mi mettevo la divisa per andare al lavoro mi auguravo di tornare a casa a rivedere le mie figlie mia moglie.
    Ma questa gente di destra e di sinistra che al posto del cuore e del cervello hanno un blocco di marmo e si autodefiniscono intellettuali dovrebbero fare i vermi non in galera ma nei gulag della Russia

  • Sante perticaro 17 marzo 2019

    In questa Italia, ormai, si può dire tutto e il contrario di tutto….
    Guarda, Direttore, quello che sta accadendo dentro il M5S a proposito dei gilet gialli e considera che il vice-Presidente del Consiglio ha fatto con loro, in una sede pubblica, i “selfie” con loro e che gli elettori, beoti, li votano ancora…..

  • Albert 2019 17 marzo 2019

    Gli unici realmente autorizzati a parlare in quel genere di convegni, dovrebbero essere semmai i familiari delle VITTIME dei terroristi delle BR, che invece non vengono mai invitati. Franceschini ha già straparlato, e di sentirlo ancora non sentiamo alcun bisogno.

  • raimondo etro 17 marzo 2019

    Da ex br concordo in pieno con questo vostro articolo. Franceschini è diventato da anni il beniamino di certi “professionisti del caso Moro” che lo utilizzano come damigella d’onore in tutte le manifestazioni della loro propaganda politica.
    “Vivi nascosto” diceva Epicuro e lui dovrebbe fare lo stesso
    Grazie

  • Erasmo Dattoli 17 marzo 2019

    Sì, è proprio il periodo dei valori capovolti !
    Simili individui dovrebbero subire ostracismo da parte di una società che si dice civile e che mira al miglioramento di tale concetto operativo. Secondo me non è più sufficiente la detenzione.

  • Rodolfo Ballardini 17 marzo 2019

    Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Resta un terrorista nell’anima.