La ‘ndrangheta di San Luca non gradisce la lista di Klaus Davi alle comunali

giovedì 7 marzo 13:11 - di Francesco Storace

A San Luca siamo alle solite. Nel cuore della Locride, sono anni che il paese non va a votare. Perché i partiti non si presentano ed è praticamente impossibile raccogliere le firme per depositare liste e candidati. Ci sta provando il massmediologo Klaus Davi, che punta ad amministrare il comune. Ma chi comanda da quelle parti, dove spadroneggia la ‘ndrangheta, non gradisce elezioni e democrazia.

Basterebbero trenta firme

Nei confronti di Davi, c’è una sorta di isolamento organizzato da chi non intende subire i suoi durissimi e circostanziati video di denuncia. Basti pensare per di qui ad aprile, per le elezioni di maggio, basterebbero appena trenta firme per partecipare alle elezioni, eppure non si riescono a trovare sottoscrittori.
Chi è dentro le cose di San Luca afferma – anonimamente – che le bande locali, con addentellati “importanti” a Reggio Calabria, avrebbero imposto una specie di “direttiva”: nessuno si azzardi a firmare. Vietata la democrazia. Non ci deve essere un sindaco.
E’ una questione che prima o poi – più prima che poi – dovrà essere presa seriamente di petto. Basti pensare che tempo fa ci fu addirittura una raccolta di firme in senso opposto. Quasi 500 cittadini di San Luca si opposero alle elezioni scrivendo alla prefettura. Nomi e cognomi sicuramente graditi a chi non vuole far votare, rispetto a quelli che potrebbero sostenere Davi nella sua battaglia.

Eppure a Ferragosto ci andò Salvini

Eppure si potrebbe tentare di modificare la situazione. L’iniziativa di Davi non è di parte, ma trasversale. Una sana mobilitazione di tutti nelle scuole e nel territorio per convincere la popolazione potrebbe riscuotere effetti positivi. A meno che non si preferisca abdicare di fronte all’antiStato.
E’ da augurarsi che l’iniziativa venga presa proprio dalla locale prefettura. Perché altrimenti sarebbe doveroso chiedersi a che cosa sia servita la visita – proprio a San Luca – che fece Salvini il giorno di Ferragosto del 2018. Iniziativa lodevole, ma quanto a esercizio della democrazia risultato zero.

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