La carità ai nigeriani, dice il parroco. E chi se ne frega se gli italiani non hanno pane

martedì 5 marzo 9:35 - di Francesco Storace

Ma certo, sentivamo la necessità di un altro prete chiacchierone e demagogo. Decide lui a chi diamo anonimamente i nostri soldi in beneficenza. E se non facciamo come dice lui, espone la nostra nudità morale sulla pubblica piazza.
Piacere di conoscerla, anzi no, don Gino Cicuta da Mira, provincia di Venezia. Pretendo di scegliere il confessore, perché con i sacerdoti come lei non si sa mai. E’ l’Italia cloroformizzata dal pensiero unico, don Biancalani fa proseliti anche al di fuori della Toscana.
Accade che un cittadino recapiti in parrocchia una busta con soldi (suoi) all’interno. E un bigliettino che grosso modo suona così: “Signor parroco, vorrei che questa mia donazione serva ad aiutare qualche mio connazionale povero in canna. E non come al solito gli stranieri”.

Anonimo Veneziano…

Anziché ringraziare il malcapitato benefattore – per sua fortuna anonimo sennò sarebbe stato già lapidato da Boldrini, Saviano e compagnia – che ti fa il pretacchione rosso, perché è evidente che d’animo è così? Si mette al computer o prende carta e penna, e verga la reprimenda: “Riprenditi quei soldi”. Col pistolotto che fa tanto politicamente corretto: “Non sei un buon cristiano, chiunque tu sia”. E verrebbe da chiedergli a quanti cristiani non propriamente buoni sia abituato rivolgersi in quel modo, pubblico, attraverso il bollettino parrocchiale e la soffiata ai giornalisti per un po’ di pubblicità “progresso”. Magari la prossima volta, don Gino ci racconterà pure di quante corna è a conoscenza, delle confessioni sulla scarsa frequenza a messa e su qualche bestemmia di troppo.
Ha sbagliato l’anonimo benefattore? E’ un “sovranista” cattivone che sceglie a chi fare la carità? Chissà se a Mira ci sono semafori dove i nostri amici extracomunitari ci impongono il lavaggio dei vetri anche quando sono lindi. Nel caso don Gino obbligherebbe volentieri gli automobilisti a versare l’obolo…

E’ il prete a fare politica

E’ evidente che in questa storia si intrecciano sensibilità molto diverse. Ma mentre chi versa i soldi non lo conosce (ancora) nessuno, il sacerdote decide di spiattellare tutto, tanto per alimentare la vulgata sul razzismo tricolore. E’ il prete a fare decisamente politica, a ricavare una morale tutta sua in un paese dove invece crescono a dismisura i poveri di nazionalità italiana. Che facciamo, don Gino, una bella ritorsione e diciamo alla Caritas che gli italiani non si devono più sfamare? Si rende conto questo prete – e chi sta più su di lui – che proprio questi atteggiamenti propagandistici alimentano invece la diffidenza verso gli stranieri, molti dei quali a farsi volere bene non ci pensano proprio visto l’affollamento delle carceri? Lì sì che le mense li servono adeguatamente…
Non è casuale che sui social gli applausi scroscianti a don Gino da Mira vengano in larghissima misura dalla sinistra da tastiera, che si scatena contro chi offre quattrini propri ai poveri anziché negarglieli. Ti dà tanto fastidio che ci sia chi vuole aiutare prioritariamente la nostra gente? Ma che prete sei tu, che ti accanisci contro uno che invece dovresti ringraziare; purtroppo, è la semina di don Bergoglio, pare di capire…

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 5 marzo 2019

    Ho gia’ espresso il mio pensiero ma non vedo quello che ho scritto. Redazione…. come funziona il sistema? Grazie. G.F.

  • Giuseppe Forconi 5 marzo 2019

    Penso che i preti di campagna e quelli delle grandi e piccole citta’, non hanno piu’ una guida. Sono liberi di decidere come gestire la loro chiesa e come trattare i fedeli. Senza dubbio non c’e’ piu’ una chiara guida sui comportamenti, una guida che dovrebbe venire dallo stesso vaticano, ma purtroppo codesta entita’ vaticana e’ piu’ propensa ad entrare nella politica dei Paesi che quella di divulgare la parola di Dio. Piu’ che dare una colpa a questo don cicuta, io la darei al papa e a tutti quelli che lo hanno preceduto.

  • NESTORE 5 marzo 2019

    VESCOVO PRO CULATTONE E
    RAZZISTA CONTRO Italiani

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      non mi piacciono gli insulti

  • Giovanni 5 marzo 2019

    Caro emerito stronzo, prete servo del dio quattrino, prete per mestiere e non per vocazione, gli italiani ti fanno schifo? o ce l’hanno piu’ corto e non ti possono soddisfare? Faresti meglio a cercare di fare un po’ piu’ il prete, se ne sei capace e meno il politico, lasciando perdere il tuo imam al nome Bergoglio, o segui la sua dottrina di distruzione della chiesa cattolica?

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      perché insultare? Si può sostenere una tesi senza scadere

  • Lappola 5 marzo 2019

    I nigeriani devono essere gli ultimi a beneficiare della carità Italiana; ultimi non solo tra il genere umano ma anche tra quello animale comprese le blatte e i vermi. Però devono essere i primi ad essere sbattuti fuori con le cattive.

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      quelli che delinquono certamente

  • Piero Volpiano. 5 marzo 2019

    Chi ha scritto l’articolo non ha capito nulla del comportamento della Chiesa. L’insegnamento evangelico è universale non è selettivo, per cui pensare che l’istituzione ecclesiale sia selettiva nella carità è ridicolo.
    Peraltro non vi è nulla di criticabile nello scegliere a chi dare una propria offerta a sostegno delle persone che si trovano nelle condizioni di bisogno; è legittima, anche se non condivisibile, la volontà di chi vuole selezionare i bisognosi sulla base di un proprio orientamento, piuttosto è stupido pensare di affidare a una istituzione universale come la Chiesa questa volontà. Credo ulteriormente infondato ritenere che il sostegno sarebbe andato sicuramente a persone straniere. La prossima volta il donatore farà meglio a rivolgersi ad altre istituzioni o associazioni.

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      Chi ha scritto l’articolo sono io. E credo che il donatore – anonimo e senza comizi – abbia fatto una scelta che il prete doveva rispettare. E comunque senza l’obbligo di spiattellare in pubblico una predica assolutamente fuori luogo

  • GRAN TURCO 5 marzo 2019

    PER ME IL PRETACCHIONE FA POLITICA. LA BUSTA CON DENTRO I SOLDI E
    IL BIGLIETTO CHE DICE DI DESTINARLI IN BENEFICENZA AI SOLI ITALIANI, PROVOCATORIAMENTE, LI HA INVENTATI QUESTO PARROCO MORALISTA.

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      anche questo potrebbe essere vero

  • fabio dominicini 5 marzo 2019

    Certo che alcuni preti si permettono di tutto, anche di votare alle primarie del PD. Tanto si sentono appoggiati dal loro capo don Bergoglio !
    I fedeli, cristiani osservanti, dovrebbero dare un chiaro segnale: seguire la Messa e le funzioni religiose in altra Chiesa.
    E lasciare che il pseudo prete don Gino da Mira continui a spargere la sua cicuta nella Chiesa vuota !

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      già

  • Saverio Falso 5 marzo 2019

    Gli operatori Cristiani (Laici e Sacerdotali) dovrebbero agire secondo la logica cristiana: “una mano ai vicini e una mano ai lontani”.

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      ma la mano per i vicini è sempre più lontana

  • eddie.adofol 5 marzo 2019

    SALVINI VAI AVANTI COSì SEI SULLA BUONA STRADA- PRIMA GLI ITALIANI VERACI POI GLI ITALIANI METICCI CATTOCOMUNISTI POI I MIGRANTI IN REGOLA -FUORI DALL’ITALIA TUTTI I CLANDESTINI.

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      ma i grillini non vogliono

  • GAETANO 5 marzo 2019

    Chi se ne frega se gli italiani non hanno pane.Se si vuol fare beneficenza la si fa.Qualcuno potrebbe suggerire di farla a un turco,italiano,nigeriano o ruandese se è nel bisogno.Mi indichi l’autore di quella frase iniziale un solo italiano che non abbia pane.Nella mia città i poveri hanno più companatico che pane.Il pane lo buttano nei cassonetti.

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      beato lei

  • Silvia Toresi 5 marzo 2019

    Sono i preti così che allontanano tanti cristiani dalla Chiesa!!!

    • Francesco Storace 5 marzo 2019

      non lo capiscono proprio

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