Gasparri: «Vergogna, istituzioni in ginocchio e con la schiena piegata davanti a Xi Jinping»

sabato 23 marzo 11:48 - di Liliana Giobbi

«Chissà se alla fine dei canti e dei balli in omaggio dei cinesi nei palazzi istituzionali, qualcuno non sia pure passato col piattino a chiedere una elemosina. A questo sono state ridotte le istituzioni italiane nei confronti della Cina. Nessuna posizione chiara ed esplicitata fino in fondo sul tema dei diritti calpestati dai cinesi. Che reprimono il dissenso interno e praticano ancora la pena di morte. Una svendita dei nostri diritti, dei nostri porti, delle nostre infrastrutture. Una resa a chi vuole colonizzare l’Europa partendo dalla debolezza, dalla pavidità, dalla resa dell’Italia». Lo afferma il senatore di Fi, Maurizio Gasparri. «C’è chi sta vendendo il futuro dei nostri figli. E lo fa stando in ginocchio con la schiena piegata di fronte a XI Jinping. Le scene che abbiamo visto in queste ore sono raccapriccianti. Le istituzioni, dalla prima all’ultima, diventate un parco giochi di un dittatore. Si è parlato anche di una collaborazione con le istituzioni parlamentari. Qualcuno ha chiesto come vengono “eletti” i rappresentanti del popolo cinese? Lì la democrazia viene messa al bando. La concorrenza sleale nei confronti della nostra economia reale è regola fissa. E c’è chi si accontenta della vendita di qualche chilo di frutta mentre la nostra bilancia commerciale ha un passivo di circa 20 miliardi. Si sfruttano i lavoratori, si inquina il pianeta, si negano i diritti in Cina e qui le istituzioni della Repubblica a fare il coro usando il mandolino e alimentando la peggiore oleografia sul nostro Paese. Che vergogna», conclude Gasparri.

Commenti

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  • bruno buono 24 marzo 2019

    Caro senatore siamo arrivati, ma che dico non siamo manco partiti con la Libia,( Francia , Inghilterra USA ci hanno fregato) con Saddam Hussein,altrettanto( conducendoci ad una guerra che poi ha portato al terrorismo) Voi ploiticanti al governo e all’ opposizione in quei frangenti dove eravate? adesso parlate di Democrazia che non c’e’ in Cina, ma non c’era neppure in Libia ne Iraq.Certo come diceva il DUCE attenti al pericolo giallo, ma voi che criticate sempre cosa avreste fatto? ne’ piu’ ne meno , quello di oggi. Se oggi governano questi, Voi li avete mandati al potere, perche’ incapaci, di interpretare il POPOLO.

  • Giacomo Puliatti 24 marzo 2019

    Sig. Gasparri vorrei controbattere quanto afferma in questo articolo sulle istituzioni del nostro paese davanti al Presidente della Rep.Pop.Cinese. Lei dice che i nostri si sono piegati la schiena ma io non credo che il suo commento sia obiettivo, anzi, lo definisco puerile e di cattivo gusto che sfocia nella pornografia. Mettere la gente con la schiena piegata davanti a un uomo così potente non può essere interpretato e definito un ” culo a ponte” per farselo mettere in quel posto. Questo estratto del suo sarcasmo è solo schifoso. Ma risponda piuttosto a questa domanda: ” Ma quando eravate al governo, voi, che cosa avete fatto per dare lo slancio alla nostra economia? Se non sbaglio voi non avete fatto un emerito caz..!!! e, a parere mio, lei dovrebbe stare zitto e guardare come ci si guadagna lo stipendio da parlamentare senza se e senza ma!!!

  • Bruno dePrato 24 marzo 2019

    Grazie al Senatore Gasparri per aver alzato forte la voce nei riguardi dell’atteggiamento mortificante dei nostri governanti, incluso il presidente della repubblica Mattarella, che si sono prostrati davanti al maggiore dittatore comunista oggi al potere, il maggiore nemico che l’Occidente abbia mai avuto dai tempi di Stalin. Quello che si è visto è reccapricciante con quel Masaniello di Di Maio che si vantava di essere arrivato primo a concludere accordi col drago rosso. Non ci voleva grande strategia politica, si è trattato della svendita d’Italia di fronte a chi ha varato il piano imperialistico più mostruoso della storia. La Cina è il paese più inquinato e più inquinante del pianeta, ma la Greta e i gretini non scendono in piazza a protestare e invece supportano la strategia cinese di farci adottare stupide vetture a batterie la cui efficienza energetica è comica, ma consente alla Cina di ricattarci quali fornitrice primaria della nuova fonte di energia per l’autotrasporto in quanto è padrona dell’80% delle miniere di litio e dell’industria delle batterie. E i proventi vengono investiti in uno spaventoso programma di armamenti. Unico muro contro l’espansionismo cinese sono gli Stati Uniti d’America del Presidente Trump. God bless America.

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