Gasparri: «Vergogna, istituzioni in ginocchio e con la schiena piegata davanti a Xi Jinping»

sabato 23 marzo 11:48 - di Liliana Giobbi

«Chissà se alla fine dei canti e dei balli in omaggio dei cinesi nei palazzi istituzionali, qualcuno non sia pure passato col piattino a chiedere una elemosina. A questo sono state ridotte le istituzioni italiane nei confronti della Cina. Nessuna posizione chiara ed esplicitata fino in fondo sul tema dei diritti calpestati dai cinesi. Che reprimono il dissenso interno e praticano ancora la pena di morte. Una svendita dei nostri diritti, dei nostri porti, delle nostre infrastrutture. Una resa a chi vuole colonizzare l’Europa partendo dalla debolezza, dalla pavidità, dalla resa dell’Italia». Lo afferma il senatore di Fi, Maurizio Gasparri. «C’è chi sta vendendo il futuro dei nostri figli. E lo fa stando in ginocchio con la schiena piegata di fronte a XI Jinping. Le scene che abbiamo visto in queste ore sono raccapriccianti. Le istituzioni, dalla prima all’ultima, diventate un parco giochi di un dittatore. Si è parlato anche di una collaborazione con le istituzioni parlamentari. Qualcuno ha chiesto come vengono “eletti” i rappresentanti del popolo cinese? Lì la democrazia viene messa al bando. La concorrenza sleale nei confronti della nostra economia reale è regola fissa. E c’è chi si accontenta della vendita di qualche chilo di frutta mentre la nostra bilancia commerciale ha un passivo di circa 20 miliardi. Si sfruttano i lavoratori, si inquina il pianeta, si negano i diritti in Cina e qui le istituzioni della Repubblica a fare il coro usando il mandolino e alimentando la peggiore oleografia sul nostro Paese. Che vergogna», conclude Gasparri.

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