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Gasparri: «Vergogna, istituzioni in ginocchio e con la schiena piegata davanti a Xi Jinping»

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Ci sono 3 commenti

  1. bruno buono ha detto:

    Caro senatore siamo arrivati, ma che dico non siamo manco partiti con la Libia,( Francia , Inghilterra USA ci hanno fregato) con Saddam Hussein,altrettanto( conducendoci ad una guerra che poi ha portato al terrorismo) Voi ploiticanti al governo e all’ opposizione in quei frangenti dove eravate? adesso parlate di Democrazia che non c’e’ in Cina, ma non c’era neppure in Libia ne Iraq.Certo come diceva il DUCE attenti al pericolo giallo, ma voi che criticate sempre cosa avreste fatto? ne’ piu’ ne meno , quello di oggi. Se oggi governano questi, Voi li avete mandati al potere, perche’ incapaci, di interpretare il POPOLO.

  2. puligiac ha detto:

    Sig. Gasparri vorrei controbattere quanto afferma in questo articolo sulle istituzioni del nostro paese davanti al Presidente della Rep.Pop.Cinese. Lei dice che i nostri si sono piegati la schiena ma io non credo che il suo commento sia obiettivo, anzi, lo definisco puerile e di cattivo gusto che sfocia nella pornografia. Mettere la gente con la schiena piegata davanti a un uomo così potente non può essere interpretato e definito un ” culo a ponte” per farselo mettere in quel posto. Questo estratto del suo sarcasmo è solo schifoso. Ma risponda piuttosto a questa domanda: ” Ma quando eravate al governo, voi, che cosa avete fatto per dare lo slancio alla nostra economia? Se non sbaglio voi non avete fatto un emerito caz..!!! e, a parere mio, lei dovrebbe stare zitto e guardare come ci si guadagna lo stipendio da parlamentare senza se e senza ma!!!

  3. Bruno dePrato ha detto:

    Grazie al Senatore Gasparri per aver alzato forte la voce nei riguardi dell’atteggiamento mortificante dei nostri governanti, incluso il presidente della repubblica Mattarella, che si sono prostrati davanti al maggiore dittatore comunista oggi al potere, il maggiore nemico che l’Occidente abbia mai avuto dai tempi di Stalin. Quello che si è visto è reccapricciante con quel Masaniello di Di Maio che si vantava di essere arrivato primo a concludere accordi col drago rosso. Non ci voleva grande strategia politica, si è trattato della svendita d’Italia di fronte a chi ha varato il piano imperialistico più mostruoso della storia. La Cina è il paese più inquinato e più inquinante del pianeta, ma la Greta e i gretini non scendono in piazza a protestare e invece supportano la strategia cinese di farci adottare stupide vetture a batterie la cui efficienza energetica è comica, ma consente alla Cina di ricattarci quali fornitrice primaria della nuova fonte di energia per l’autotrasporto in quanto è padrona dell’80% delle miniere di litio e dell’industria delle batterie. E i proventi vengono investiti in uno spaventoso programma di armamenti. Unico muro contro l’espansionismo cinese sono gli Stati Uniti d’America del Presidente Trump. God bless America.

di Liliana Giobbi - 23 Marzo 2019