Fazio s’inventa ambasciatore e rinuncia alle domande: in ginocchio da Macron con il canone degli italiani

lunedì 4 marzo 10:41 - di Adriana De Conto

Riuscire a fare un’intervista senza domande può accadere solo a Fabio Fazio. Non si placa lo sconcerto derivante dalla sua intervista- non intervista su Rai uno a Che tempo che fa al presidente francese Macron.  Una conversazione, un monologo, fate voi, ma le interviste sono un’altra cosa. Una pagine nera per il servizio pubblico. Avere di fronte il presidente francese senza fargli neanche un domanda “scomoda”, senza entrare nel merito dei molti punti critici che assillano la Francia e lui in prima persona può essere concesso solo a pochi “fuoriclasse” dell’ipocrisia mascherata da giornalismo. Se qualunque altro professionista avesse condotto un’intervista in quel modo sarebbe stato preso sonoramente a pedate dal direttore. A Fazio ancora tutto tutto è concesso. Con l’aggravante del pessimo servizio reso all’immgine dell’Italia e degli italiani.

Nemmeno una domanda

Non una domanda sulla rivolta dei gilet gialli. Non una domanda sul tema dell’immigrazione e dell’atteggiamento dei gendarmi francesi al confine di Ventimiglia. Non una parola sulla grande crisi di consenso di Macron. Quando timidamente Fazio gli chiede delle politiche Europee, il presidente replica  che la risposta non possono essere i “nazionalismi”: proprio lui, presidente di una Francia che tiene in scacco ben 14 paesi africani con una moneta- capestro, ha il coraggio di fare la morale ai movimenti sovranisti. Giorgia Meloni prima della sua trasferta statunitense aveva chiesto ironicamente a Fazio, almeno, di chiedere a Macron della sua politica in Africa. Ecco. Fazio se ne è ben guardato.

Fazio ambasciatore anti italiano

Quando il conduttore -che per l’occasione ha vestito i panni dell’ambasciatore – gli chiede conto della “sensazione” che Parigi e Berlino vogliano decidere per conto loro, in modo piuttosto esplicito Macron conferma che proprio questa è la direzione: «La mia responsabilità è che ci sia un minimo ma anche un massimo di concordia con l’alleato tedesco, perché altrimenti l’Europa non può andare avanti». Salvo poi aggiungere che «il dialogo con Roma resta essenziale». «La collera riparte quando si insinua il dubbio nelle democrazie, e con lei gli odi peggiori: il razzismo, l’antisemitismo». Non bastava far bere agli italiani la cicuta dei monologhi di Saviano. Un’altra dose di “veleno” contro la politica italiana, sotto le mentite spoglie dei rapporti di buon vicinato Italia-Francia da ripristinare, non possono essere la scusa per sentire propalare delle falsità: gli italiani si sono sentiti ridare dei razzisti. Ancora una volta. Grazie Fazio.

Macron: «Parlerò solo con Mattarella»

Tutti i giornaloni naturalmente felici e contenti che Macron e Fazio abbiano “ricucito” rapporti diventati molto tesi. Nessuno che abbia notato, al contrario, lo sgarbo istituzionale di cui Fazio si è fatto ambasciatore. Un presidente che neanche nomina il governo italiano, anzi lo bypassa del tutto. Quando Fazio fa l’unica domanda sugli scontri tra il governo gialloverde e l’Eliseo, Macron naturalmente ha attaccato l’Italia, sotto lo sguardo compiaciuto del Fazio-ambasciatore.  Macron ha affermato che «ci sono state affermazioni un po’ eccessive, ma dobbiamo andare oltre». Ebbene,  per “andare oltre”, l’unica persona con cui Macron dice di avere come riferimento è il Capo dello Stato  Sergio Mattarella. «Lo ho invitato a venire qui. Abbiamo deciso entrambi che il prossimo 2 maggio saremo insieme per i 500 anni di Leonardo da Vinci. Macron intende parlare solo con Mattarella.  A quel paese il governo… Il resto è una lezioncina di geopolitica, filosofia, amicizia, amenità varie. All’anima dei buoni rapporti. Fazio è scarso anche come ambasciatore.

Commenti

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  • Bruno 5 marzo 2019

    L’utilizzo di un servizio publico peraltro prevaricando funzioni di competenza istituzionale dando voce ad un diversamente amico del popolo italiano senza porre le minime domande di rito, presuppone che questo individuo di nome FAZIO possa permettersi di utilizzare a sua discrezione e personale tornaconto un mezzo pagato dal popolo italiano contribuendo a screditare chi questo popolo ha nominato proprio rappresentante. Mi auguro che vengano intraprese le giuste azioni .

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