Crippa, vicedirettore “cafone” del “Foglio”, insulta Giorgia Meloni. Il web lo critica, lui si vanta…

sabato 2 marzo 16:41 - di Lucio Meo

Su Twitter il vicedirettore del “Foglio” si definisce “interista ma più che altro mourinhista, bergogliano, younghiano, cattolico ambrosiano”. Ma forse avrebbe fatto bene ad ammettere di essere anche un un po’ “cafoniano”, neologismo che avrebbe illuminato i suoi followers sul fatto che a lui, Maurizio Crippa, quando gli scappa la parolina giusta per offendere un politico non si trattiene, anche andando oltre le righe del buongusto: se gli scappa lui osa, la fa fuori dal Foglio, ben oltre il vasino.
Com’è accaduto oggi, quando forse s’era messo in testa di sviluppare un raffinato (si fa per dire) pensiero critico sulle parole che Giorgia Meloni ha riservato a Fabio Fazio per la sua intervista a Macron (in onda domenica serache la leader di Fratelli d’Italia teme possa essere omissiva nella parte relativa al “neocolonialismo” francese. Ecco come l’oxfordiano Crippa, in punta di zappa, ha commentato, con il suo elegante concetto di stile giornalistico, su Twitter: «C’è Giorgia Meloni che ingiunge ufficialmente a Fazio di chiedere conto a Macron delle politiche neocoloniali in Africa. Ma sta cretina dove l’abbiamo recuperata???». Così, come se niente fosse. Cretina. Forse il vicedirettore del Foglio sperava di suscitare ilarità o forse indignazione, o forse contava in un boom di retwteet che però non c’è stato, anzi. Quel “cretina” affibbiato così, a freddo, a una donna che fa politica, per il semplice fatto di aver espresso un’opinione, s’è trasformato in un boomerang ed è apparso perfino ai suoi followers come una gaffe volgarotta e basta, triste, più che fuori luogo. Qualcuno glielo ha fatto notare, con toni più urbani dei suoi ma non proprio sotto metafora: «E poi c’è Maurizio Crippa, vicedirettore del Foglio, che utilizza appellativi come “cretina” per definire un leader politico. Ma quanto sei poveretto?». A seguire, commenti e ironie sul suo modo di fare critica politica che Crippa non ha preso benissimo: «Cretina? Mi sembrava appropriato. O avete abolito la libertà di giudizio? Voi che avete passato la vita a dare di ladri e corrotti a chi non lo era?». Dunque, è appropriato dare della cretina a una donna, Meloni o altre. Ah, no, precisa lo stesso Crippa: «Lo avrei detto anche a un uomo». Sublime distinguo machista,  di cui tutti sentivano il bisogno.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 2 marzo 2019

    Tale capo, tale vice. Maleducati è a dir poco.