Confermata la condanna del sindaco di Affile per il monumento al generale Graziani. L’Anpi esulta

giovedì 14 marzo 16:47 - di Redazione

La Corte d’Appello ha confermato la condanna di primo grado nei confronti del sindaco di Affile, Ercole Viri di Fratelli d’Italia, per apologia del fascismo riguardo la costruzione di una mausoleo in città dedicato al generale Rodolfo Graziani. Il primo cittadino era stato condannato in primo grado a otto mesi di reclusione. La II sezione della Corte d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna emessa dal giudice di Tivoli anche nei confronti di Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni, assessori dello stesso comune laziale. Sono state anche confermate le statuizioni civili tra le quali la condanna al risarcimento di 8.000 euro in favore dell’Anpi nazionale, che aveva presentato l’esposto e che esulta per la sentenza. Tra 90 giorni saranno pubblicate le motivazioni della sentenza.

Graziani ad Affile e il precedente di Filettino

Affile non è l’unico Comune della Valle dell’Aniene a celebrare il generale Graziani e a essere stato finanziato dalla Regione. Anche Filettino, dove Graziani nacque, ha il suo parco dedicato al generale. Il Pd contesta la spesa di quasi 130mila euro. Peccato che per realizzare il mausoleo ne siano stati spesi 127mila a fronte di oltre 230mila stanziati dalla Giunta Marrazzo e non dalla Polverini. Con questi soldi è stato riqualificato il parco di Radimonte sul piano ambientale e realizzato il mausoleo su un terreno privato, ceduto poi al Comune di Affile. In quanto, è bene ricordarlo, il parco era di proprietà del comitato che sin dal 1957 si è reso promotore della realizzazione di un monumento a ricordo di Graziani, generale nato proprio ad Affile e commemorato in anni recenti anche dal precedente sindaco dei Ds, Diego Moriconi, in un’occasione pubblica e ufficiale.

Cosa pensavano Pio XII e Paolo VI di Graziani

Sulla biografia del maresciallo d’Italia Graziani, gli eredi hanno recentemente prodotto la documentazione di due lettere dal Vaticano, in occasione della morte nel 1955.  Nel primo si legge che «il Santo Padre», Eugenio Pacelli, papa Pio XII, «avendo avuto dal segretario di Stato, monsignor Tardini, la notizia della morte del maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, lo ha incaricato di trasmettere alla marchesa Graziani, i sensi della sua partecipazione al dolore di tutti, con promessa di preghiere, e benedicendo». E ancora un telegramma che sarebbe stato inviato da Milano dal futuro papa Paolo VI, alla marchesa di Neghelli, il titolo nobiliare (da una città delle sue stragi etiopiche) che i Savoia avevano concesso al generale fascistissimo: «Giungemi tanto inattesa quanto dolorosa notizia decesso maresciallo Graziani per cui eterno riposo come per conforto vostra eccellenza assicuro particolari preghiere sempre memore et devotissimo. Montini – Arcivescovo». Il futuro Paolo VI

Commenti

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  • Laura Prosperini 15 marzo 2019

    che vergogna!!!!… che vergogna….
    non possiamo far nulla per il Sindaco?

    • Francesco Storace 15 marzo 2019

      Speriamo nella Cassazione

  • contetadino 14 marzo 2019

    perchè non condannate tutti quelli che hanno partecipato alla seconda guerra mondiale? Così facciamo prima!

  • Giuseppe La Porta 14 marzo 2019

    Onore al Sindaco di Affile che ha avuto il coraggio di sfidare le vestali dell’antifascismo militante ricordando un soldato che ha difeso l’onore d’Italia. Fintantoché non verra abrogata la disposizione n. XII della Costituzione transitoria e finale nonché le norme anacronistiche Scelba e Mancino ci saranno sempre solerti magistrati che perseguiteranno chi non si riconosce nella vulgata antifascista . Solidarietà e vicinanza al sindaco di Affile ora e sempre . Viva l’Italia come avrebbe detto Rodolfo Graziani.

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