Asilo, botte e umiliazioni ai bambini: pioggia di arresti in tutta Italia

giovedì 28 marzo 11:08 - di Redazione

Arresti a raffica, da Nord a Sud, per diversi casi di maltrattamenti all’asilo. A Cernobbio, i carabinieri della compagnia di Como hanno messo agli arresti domiciliari una maestra per maltrattamenti in un asilo nido. La donna, 58 anni, è accusata di una serie di condotte violente nei confronti di bambini di età compresa tra i 3 e i 18 mesi con l’aggravante di aver agito in qualità di educatrice.

Sempre in Lombardia una maestra e titolare di un asilo di Varzi, in provincia di Pavia, è stata arrestata dopo le indagini della Guardia di finanza per maltrattamenti sui minori ospiti della struttura. A renderlo noto le Fiamme gialle, che hanno denunciato a piede libero altre due collaboratrici della donna «per abuso dei mezzi di correzione nei confronti di minori». Le indagini sono iniziate qualche mese fa, quando nel piccolo comune di Varzi sono iniziate a circolare voci sempre più insistenti su condotte anomale da parte della titolare di un asilo nido a danno dei bambini. I filmati girati all’interno della struttura sono stati determinanti e hanno documentano le ripetute violenze, di natura fisica, tra spinte, strattoni e schiaffi, e psicologica. Le viittime sono bambini di età compresa fra 1 e 3 anni.

Arresti sono scattati anche a Roma, dove un maestro di una scuola materna della Capitale è stato raggiunto dal divieto di avvicinamento ai bambini e sospeso dal servizio.  Gli agenti hanno accertato come 19 bambini siano stati costretti a subire, durante le lezioni, violenze fisiche e psicologiche. Le indagini sono state avviate nel dicembre 2018 a seguito della denuncia presentata da parte dei genitori di alcuni bambini di una scuola materna della zona sud-ovest della Capitale. I familiari si erano rivolti alla polizia locale del Gruppo Marconi per denunciare presunte percosse e vessazioni a cui venivano sottoposti i propri figli da parte di un insegnante, durante le lezioni. I bambini lamentavano vari soprusi, tanto da aver iniziato a manifestare atteggiamenti anomali nell’ambito familiare, oltre alla volontà di non frequentare più la scuola. Le indagini, svolte anche attraverso le telecamere installate all’interno della scuola, hanno consentito di accertare come diversi bambini fossero sottoposti a maltrattamenti sia di natura fisica che psicologica: schiaffi, urla, spinte e costrizioni varie, oltre a forme di punizioni umilianti.

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