Arresto di De Vito, perquisizioni in Campidoglio. La Raggi trema, grillini sotto choc

mercoledì 20 marzo 9:00 - di Lucio Meo

Mentre è ancora in corso la perquisizione in casa di Marcello De Vito, arrestato questa mattina con l’accusa di aver intascato tangenti sul progetto per lo stadio di Tor di Valle, i carabinieri del Nucleo Investigativo impegnati nell’operazione ”Congiunzione astrale” stanno andando in Campidoglio. Al setaccio gli uffici della presidenza dell’Assemblea Capitolina a caccia di documenti, ma anche tutti gli uffici interessati alla vicenda. Il sindaco Virginia Raggi per il momento tace, ma c’è già chi ipotizza le sue possibili dimissioni vista la gravità della vicenda. Le perquisizione sono ancora in corsa anche nell’abitazione di De Vito, nell’ambito dell’indagine per corruzione e traffico di influenze illecite. De Vito non è ancora stato portato in carcere.

Le prime reazioni dei grillini sono choccate: “I fatti contestati a Marcello De Vito sono gravissimi: in questo momento, ancor più di prima, è necessario ribadire la piena e totale fiducia nell’operato della magistratura e
delle forze dell’ordine. Non si può rimanere in silenzio. La corruzione è un male che colpisce in qualsiasi forza politica e bisogna essere intransigenti”, commenta Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia e senatore M5S.

“L’arresto del presidente M5S dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, è “un episodio
tristissimo. Ma come gruppo politico dobbiamo avere una reazione immediata e dura. Questa è la differenza che ci sarà sempre tra il M5S e le altre forze politiche. Gli altri li coccolano, noi no”, dichiara Carlo Sibilia, sottosegretario al Viminale ed esponente del Movimento 5 Stelle.

In rete la base è già in fermento: pochi difendono De Vito, tantissimi se la prendono con i dirigenti del Movimento. Quella parola, tangenti, rischia di cancellare un’esperienza che sembrava speciale e diversa. Sembrava.

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