Alba nera, un libro rievoca la nascita dei Fasci di combattimento un secolo fa. Sarà in edicola col Corriere

venerdì 22 marzo 17:21 - di Valerio Goletti

Il 23 marzo del 1919, un secolo fa, venivano fondati i Fasci di combattimento a piazza San Sepolcro a Milano. Un raduno, per dirla con Marinetti, di “bicchieri pieni  di generosa rivolta”. Una platea ribollente di passioni, dove si fondevano le rivendicazioni degli arditi e il mito dell’azione rafforzatosi nelle trincee della Grande Guerra. Non a caso il futuro Duce del fascismo per prima cosa rivolse un omaggio ai figli d’Italia caduti per la Patria.

Fu il passo iniziale dell’avventura che avrebbe condotto Benito Mussolini ad essere a capo di un regime abbattuto da una guerra sanguinosa. Un anniversario che il Corriere della sera ricorda con un libro, affidato alla cura del giornalista e intellettuale Antonio Carioti, che parte da San Sepolcro e ricostruisce le vicende del fascismo fino alla Marcia su Roma. Il libro si intitola “Alba nera“, la prefazione è firmata da Sergio Romano, e sarà venduto da domani al prezzo di 9,90 euro insieme al quotidiano.

“Il mio intento era di fare un libro storico – spiega Carioti – tenendomi distante dal dibattito attuale sul possibile ritorno del fascismo, che francamente non vedo all’orizzonte. A mio avviso la forza del fascismo fu dovuta alla capacità di Mussolini di offrire alle masse l’elemento mitico: i fascisti erano l’avanguardia della nazione. Prendo le mosse dal passato socialista di Mussolini per arrivare poi al 1922. Questa è la prima parte del libro”.

Segue una seconda parte dove il ragionamento sul fascismo continua attraverso il dialogo con gli storici, intervistati dallo stesso Carioti. Simona Colarizi spiega il suo punto di vista: Mussolini ebbe la capacità di sfruttare le aspettative delle classi medie realizzando un regime totalitario. Alessandra Tarquini si sofferma sulle varie componenti culturali del fascismo mentre Fabio Fabbri sottolinea come il fascismo abbia potuto godere dell’indulgenza di apparati che si sentivano minacciati dalla violenza dei socialisti.  Marco Tarchi, infine, riprende la definizione di Sternhell del fascismo come sintesi ulteriore rispetto a destra e sinistra, specificando che più che essere anti-socialista il fascismo eleggeva a nemico principale il liberalismo.

La terza parte è relativa ai documenti e raccoglie i discorsi e gli articoli di Mussolini dal primo apparso sul Popolo d’Italia fino al discorso di Napoli alla vigilia della Marcia su Roma.

L’iniziativa editoriale del Corriere si colloca nel clima di vivace dibattito che di fatto sta riattualizzando il fascismo portando anche alla consapevolezza di un deficit di memoria e conoscenza che sicuramente va colmato più dalla ricerca storica che dalle battute e dagli allarmi dell’antifascismo di comodo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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