Al campo Rom: “Bravo Salvini. Prenderò 1800 euro al mese di reddito di cittadinanza” (Video)

sabato 30 marzo 6:00 - di Francesco Storace

Che dire, fa un certo effetto. Ti chiamano i militanti di Fratelli d’Italia di Torino, ti portano al campo Rom di via Germagnano. Senti pronunciare le parole “Bravo Salvini” e pensi che siano i cittadini della zona, infuriati per la presenza nomade, ormai un emblema delle periferie metropolitane. Macché, sono loro, i Rom. Ti giri e osservi gli sguardi perplessi di Augusta Montaruli, deputata, Maurizio Marrone – che corre per la regione – Fabrizio Bertot, candidato in Europa. E chiedi ancora.

L’ok dell’Inps sul telefonino

Come sarebbe a dire “Bravo Salvini?”. Certo, fa la slava o chissà di dove. “Prenderò 1800 euro al mese col reddito di cittadinanza”. Pelle d’oca e sudore freddo. Vabbè, ci sta prendendo in giro. Ma ti pare che uno arriva fino quassù per essere sfottuto dalla zingarella. Tutto vero, invece, perché arriva un suo compagno, un suo fratello, un suo amico, che quasi ti sfida. “Non ci credi? Aspetta”. E corre ad una delle casette che ospitano circa duecento abitanti del campo – il numero lo dicono loro – e torna con un telefonino. C’è un messaggio, rivolto alla ragazza, mandato dall’Inps. “La sua domanda è stata accettata”. Con tanto di protocollo. E a tutti quelli che l’hanno presentata da queste parti. Dal campo.

Accanto c’è una ragazza disoccupata. Ma è italiana. Nel senso che vive a casa sua, che in questo momento maledice. Perché quella casa le impedisce il sussidio di Stato. Ma papà non poteva comprare una roulotte?

Padroni a casa nostra lo dicono loro

Eccoci, padroni in casa nostra, ma lo dicono loro, e sono sempre di più a raccogliere dalle nostre tasse miliardi di euro da destinare a chi non ha mai versato alcun contributo per avere sostegno.

Non facciamo la domanda finale, per risparmiarci di venire pure mandati a quel paese. Ma ve l’hanno detto che il reddito di cittadinanza servirà ad orientarvi al lavoro? Ma capiscono ugualmente che ce l’abbiamo stampata in fronte e rispondono lo stesso: “E chi ce lo fa fare di andare a lavorare…”. Va a finire che la parolaccia la diciamo noi.

Altro che “bravo Salvini”. Siamo venuti qui perché avevamo letto di questa storia e non ci volevamo credere. Ma è proprio così. Alla fine il reddito di cittadinanza diventerà una misura per aiutare i Rom e non i figli nostri. Di noi, intendiamo, che paghiamo le tasse per mantenere la baracca.

Chissà se Matteo se ne rende conto. Chissà se vedrà il video del Secolo d’Italia, lui che ama i social e le dirette su Facebook. La storia che documentiamo è così come la raccontiamo e la giudichiamo una vergogna, la miseria che è sbattuta in faccia ai disoccupati delle nostre famiglie, ai giovani che preferiscono andare a fare i pizzaioli a Londra anziché restare in una Patria che li dimentica.

Diffondete l’articolo, fate vedere il video, indignatevi assieme a noi. Siamo andati a farci bastonare in Europa, ci hanno fatto indebitare con la manovra economica, tutto per dare il reddito di cittadinanza a chi vive nei campi Rom. Se quei soldi li avessimo impegnati per creare lavoro, loro, la domanda, non l’avrebbero fatta…

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