Agricoltura, proposta di legge di De Carlo (FdI): si torni agli scenari dei pascoli

giovedì 7 marzo 15:27 - di Redazione

«Dobbiamo vedere il disastro di fine ottobre come un’opportunità per restituire all’agricoltura quelle aree abbandonate e invase dal bosco nei decenni scorsi. L’obbiettivo deve essere quello di tornare agli scenari di campi e pascoli della metà del secolo scorso: se invece ricreiamo bosco, la progressiva scomparsa delle aziende agricole sarà inevitabile». Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo che sta lavorando a una proposta di legge che punta al ripristino a pascolo o a terreno coltivabile delle aree colpite dall’uragano Vaia e che permette agli enti locali di appaltare agli agricoltori interventi di manutenzione del territorio.

Agricoltura, numeri devastanti:
per le aziende del Bellunese

«I numeri – aggiunge De Carlo – diffusi da Confagricoltura e Cgia sono devastanti: 185 aziende agricole perse nel Bellunese in dieci anni, oltre il 30%. 17 solo negli ultimi mesi. A preoccupare è soprattutto l’abbandono delle attività nella parte alta della provincia, dove i costi di produzione sono più alti. Servono provvedimenti che sostengano l’agricoltura nelle aree disagiate. Nel nostro progetto di legge c’è anche una parte dedicata al sostegno al reddito: servono bandi e contributi che vadano oltre il de minimis, proprio perché in alta montagna i costi sono più alti e perché il mondo agricolo ricopre un ruolo fondamentale nella cura e manutenzione del territorio. Un agricoltore di montagna andrebbe premiato anche solo perché decide di restare in montagna: il suo ruolo economico, turistico e per la sicurezza del territorio deve essergli riconosciuto, e lo vogliamo fare con questo progetto di legge, che consentirà agli enti locali di appaltare anche agli imprenditori agricoli i lavori di manutenzione. Per la stesura di questa proposta», conclude De Carlo, «stiamo raccogliendo le istanze del territorio, da questi dati alle segnalazioni che ci arrivano dalle associazioni di categoria, e presto la porteremo in aula».

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