Università, alla Statale il rettore inaugura l’anno accademico citando Ortega e Blade Runner

giovedì 7 febbraio 17:16 - di Redazione

Inaugura l’anno accademico 2018-2019 rigorosamente “senza ermellino” (anche perché non ama le pellicce, dice) e nel suo discorso per l’occasione cita, insieme a illustri pensatori e modelli internazionali da seguire, anche pietre miliari del cinema di genere fantascientifico come ‘Blade Runner’. Sono le scelte di Elio Franzini, rettore dell’università Statale di Milano da ottobre 2018, per la sua prima cerimonia inaugurale. “Sono senza ermellino – ha avuto modo di spiegare il rettore a margine dell’evento – perché l’ermellino rappresenta il potere. E’ giusto che la magistratura ce l’abbia, in quanto rappresenta il potere giudiziario. Ma a mio parere l’università non rappresenta nessun potere, se non uno totalmente immateriale – culturale e spirituale – e non ha bisogno di un ermellino. E poi non mi piacciono le pellicce”, sorride Franzini. Rettore che passa con disinvoltura dal ricordare le parole del filosofo spagnolo Ortega y Gasset a chiamare in causa un ‘cult’ di intere generazioni come appunto Blade Runner, “il noto film tratto da un romanzo del grande Philiph Dick”, che Franzini ha ricordato nel suo discorso per spiegare che “il nostro lavoro scientifico non può perdere la forza del ‘sentire'”.

“Se in questo film – ha ricordato il rettore – un ‘lavoro in pelle’, un androide simbolo di una tecnologia che scopre i sentimenti e il libero arbitrio, salva il suo cacciatore, simbolo di un’umanità che ha ormai perso se stessa proprio perché solo a sé attribuisce sentimento e libero arbitrio, significa che l’unica speranza è uscire dall’autoreferenzialità e affrontare il futuro, i nuovi scenari che apre, con coraggio e passione e senza pregiudizi”. A proposito di futuro Franzini cita anche una “pubblicazione di qualche tempo fa realizzata dalla società di ricerca Fast Future” sugli “ambiti lavorativi e profili professionali che nasceranno prevedibilmente per rispondere alle richieste di utilizzo delle innovazioni scientifiche e tecnologiche”. “Tra ipotesi fantascientifiche e fantastiche, nell’elenco delle 20 nuove professioni troviamo il ‘costruttore di parti del corpo’, il chirurgo in grado di aumentare la memoria dei pazienti, il medico esperto in nanotecnologie applicate alla salute – ha ripercorso il rettore – Per la tutela del clima sarà presente la figura di colui che si occupa di ridurre o invertire i cambiamenti climatici. Nella lunga lista troviamo alcune professioni curiose come la guida turistica spaziale per i viaggiatori del futuro o il Vertical Farmer che coltiva ortaggi in verticale sugli edifici cittadini. Possiamo immaginare molte altre professioni, ma quelle qui elencate sono un buon inizio per figurarsi carriere oggi impensabili, facendoci riflettere su quanto sia necessario proiettarci nel futuro quando si progettano nuovi percorsi formativi”.

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