Una madre coraggio a Montecitorio: «Mi accampo qui finché non avrò giustizia per Miriam»

lunedì 4 febbraio 15:53 - di Lorenza Mariani

E alla fine è andata a Montecitorio, Gloria Deisori. È andata come promesso a sua figlia Miriam. È andata per dare seguito all’iniziativa annunciata sulla pagina Facebook intestata alla sua ragazza, oggi 19enne, afflitta da importanti disturbi psichici, che due anni fa, un maledetto giorno di settembre, è stata abusata e terrorizzata da due ragazzi, trasferiti nella stessa struttura protetta finanziata dalla Regione, dove Miriam era stata ricoverata nella speranza di poter trovare aiuto e sperimentare terapie comportamentali in grado di stimolare la sua socialità e di ottemperare un po’ a quella solitudine in cui una seria patologia psichiatrica sembrava averla destinata.

Gloria, accampata a Montecitorio per chiedere verità e giustizia su sua figlia Miriam

Alla fine c’è andata Gloria, ma non è riuscita ad attraversare quel portone per poter chiedere al Palazzo attenzione, prima, e poi verità e giustizia per sua figlia, vittima di una violenza indicibile, inaccettabile, avvenuta in un luogo in cui la sia fragilità, la sua disabilità, dovevano essere più che mai protette. Alla fine c’è andata Gloria a Montecitorio, eppure nonostante le interrogazioni arrivate fin nelle Aule dei palazzi istituzionali, dalla camera dei deputati alla sala consiliare della Regione Lazio, non è riuscita a varcare la soglia e ad avvicinare qualcuno investito dall’autorità necessaria a perorare la sua causa. Alla fine c’è andata Gloria a Montecitorio, ma il suo grido d’aiuto non ha oltrepassato i confini dell’importante piazza romana: non c’erano televisioni e reporter d’assalto ad aspettarla; non c’erano comitati cittadini o esponenti dell’associazionismo militante. E non c’erano neppure tutte le mamme e tutti gli amici della pagina Facebook Io sono Miriam, in cui familiari di ragazzine e giovani donne vittime di abusi e di violenze, condividono appelli e iniziative. C’era Gloria, questa mattina in piazza: solo Gloria. Armata di tutto l’amore che solo una madre può, come del coraggio inarrestabile che la ricerca di verità e giustizia riescono a infondere a una donna, un genitore chiamato a combattere una battaglia che al momento fatica anche a far conoscere.

 

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