Tumori, la prevenzione non è una bufala. Nel 70% dei casi lo screening salva la vita

sabato 16 febbraio 12:56 - di Redazione

È la più pericolosa tra le “bufale” o tra le  fake newscome piace definirle ai solerti cultori degli anglicismi. È la più pericolosa perché rischia di farci restare stecchiti senza neanche combattere. Qual è? Semplice: credere che gli screening per la diagnosi precoce dei tumori non servono a nulla, «tanto ci si ammala di cancro più di un tempo». Ecco, secondo gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Issalute.it), questo apparente fatalismo è in realtà una bufala che, ove non efficacemente contrastata, può mettere a rischio le campagne di prevenzione. «Premesso – evidenziano gli esperti – che il 70 per cento dei tumori può essere prevenuto adottando uno stile di vita corretto, il fatto che i tumori risultino più frequenti di un tempo è dovuto all’aumento della sopravvivenza, all’età avanzata in cui ci si ammala di cancro e alle diagnosi sempre più precoci».Una tesi che sembra essere ben confortata dai numeri: «Negli ultimi anni – ricordano infatti i medici – le diagnosi di tumore sono aumentate e nel 2014 il numero di nuove diagnosi è stato di 365.500, circa  mille al giorno. Più colpiti gli uomini (54 per cento) rispetto alle donne (46 per cento).

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