Tav, Francia e Ue in pressing sull’Italia: finire i lavori o restituire i fondi. Ma il Mit fa melina

sabato 16 febbraio 10:29 - di Redazione

E sulla Tav ora è pressing sull’Italia, sia da parte della Ue, che da parte della Francia. La tempistica per la realizzazione dei lavori relativi alla Tav Torino-Lione «già oggi non è pienamente rispettata, più tempo passa più alto è il rischio che alcuni fondi debbano essere riallocati in futuro. È per questo che aspettiamo chiarimenti il più presto possibile dalle autorità italiane», incalza il portavoce della Commissione Europea per i Trasporti, Enrico Brivio. Mentre oltralpe il ministro dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, invita l’esecutivo italiano a prendere «ora» una decisione sulla Torino-Lione, anche perché – ribadisce la ministra su Le Figaro.fr, sito web del noto quotidiano parigino, ripreso, tra gli altri, dall’Huffington Post – – «la Francia rispetta la scelta dei nostri partner italiani di prendersi del tempo, ma oggi diciamo chiaramente che c’è bisogno che questa decisione arrivi. In ballo ci sono importanti finanziamenti europei che non possiamo perdere».

Tav, Parigi e Bruxelles in pressing sull’Italia per definire lo stato del progetto

Un incertezza, quella sul progetto Tav, che denuncia il mancato accordo tra i partners di governo, che rischia di istituzionalizzare i malumori tra Lega e 5S e che di far subire al progetto – come ribadito dal portavoce della Commissione Europea per i Trasporti, Enrico Brivio – «sempre maggiori ritardi per la sospensione degli appalti». Certo, la situazione è monitorata attentamente dalla Commissione e dall’Inea, l’Agenzia per l’Innovazione e le Reti ma, «a seconda dell’evoluzione nei prossimi giorni e settimane, cambiamenti nel Grant Agreement per modificare la portata, la tempistica e il livello dei finanziamenti Ue, potrebbero rendersi necessari». Pertanto, la Commissione si attende che il progetto della Tav Torino-Lione «venga concluso in linea con quanto previsto dall’accordo. Se una delle parti ha una posizione ufficiale diversa, dovrebbe parlare prima di tutto con l’altra parte», sottolinea non senza polemica il portavoce per i Trasporti della Commissione. Del resto, «a causa della sua dimensione europea strategica – continua Brivio – il contributo al passaggio a modalità di trasporto più sostenibili e, conseguentemente, per il positivo impatto ambientale, il progetto è cofinanziato dal bilancio Ue. Come ogni altro progetto finanziato dalla Connecting Europe Facility, si basa su un Grant Agreement. Il progetto è in corso ed è importante che tutte le parti mantengano gli sforzi per completarlo in tempo, in linea con il Grant Agreement“. Altrimenti, si legge neanche tanto tra le righe del monito lanciato dal portavoce della Commissione europea,  non si può escludere una richiesta al governo di «rimborsare» i fondi già versati per la Tav.

Ma con una nota “interlocutoria” il Mit continua a fare melina…

Ma come risponde il Mit alle incalzante sollecitazioni di Francia e Ue? Con “l’interlocuzione”, o meglio, come specificato in una nota del Ministero, con «una fattiva interlocuzione» in corso con la Commissione Ue «che ha come scopo quello di utilizzare al meglio i fondi europei per le infrastrutture. Il lavoro che si sta facendo al Mit – conclude quindi la nota ministeriale – e l’analisi costi benefici sul progetto della Tav Torino-Lione servono a tutti, Ue compresa, per comprendere come impiegare al meglio i soldi dei contribuenti italiani, francesi ed europei». Nulla di fatto, dunque: e la palla torna al centro campo…

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