Tatuaggi e dito medio alzato: chi sono i due balordi che hanno sparato a Manuel Bortuzzo

giovedì 7 febbraio 10:01 - di Fortunata Cerri

Tatuaggi? Tanti. Come la pistola sulla spalla e scritta “Tutto passa” incisa sul petto. O ancora la barba lunga e il dito medio ostentato sui social. «Quando avrete il coraggio di dirmi in faccia ciò che dite alle mie spalle, allora diventerete miei nemici. Fino a quel momento siete i miei fan», scriveva Daniel Bazzano, 25 anni, uno dei due ragazzi di Acilia che si sono costituiti in questura per il ferimento di Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore raggiunto da un colpo di pistola al fianco la notte tra sabato e domenica scorsi in piazza Eschilo, all’Axa. L’altro è Lorenzo Marinelli, 24 anni, barba e stessi tatuaggi sparsi sul corpo. Anche il refrain condiviso sui social è lo stesso dell’amico: «Odiateme voi che io c’ho da fa». Insieme i due si sono presentati ieri a San Vitale accompagnati dai loro avvocati e hanno confessato. «Abbiamo sparato per errore» avrebbero detto. Poi sono stati sottoposti a fermo per tentato omicidio e per porto abusivo di arma.

Manuel, i due hanno confessato

Non nascondono pose da boss e sguardo da duri nelle foto che appaiono su Facebook. Entrambi padri, nella raffica di immagini postate appaiono spesso al fianco delle loro donne con i figli in bella vista. Una foto da dietro le sbarre di un’inferriata, qualche anno fa Marinelli scriveva: «Sordi e paura mai avuti». E ancora: «Sono strano lo ammetto. E conto più di un difetto. Ma qualcuno lassù mi a guardato e mi a detto (a senza h, errori nel testo pubblicato, ndr) io ti salvo stavolta come l’ultima volta!!». Bazzano non è da meno. “Fidanzato ufficialmente” recita un post pubblicato sulla bacheca nel maggio scorso. Papà di una bambina, in un post pubblicato due anni fa diceva: «La falsità prima o poi si paga, è solo questione di tempo». Il 27 gennaio scorso, poi, pubblicava la notizia di «due gemelli rapinatori protetti dal Dna».

Da ieri le loro bacheche sono state prese d’assalto e ricoperte da insulti: «Dovete marcire in carcere», scrivono in molti. «In carcere per tutta la vita – commenta un utente – Come voi avete costretto un ragazzo a stare su una sedia a rotelle per tutta la vita. Punto». «Avete distrutto i sogni e la vita di un ragazzo innocente – scrive un altro – Meritate di soffrire e pagare per quello che avete fatto, anzi meritereste lo stesso che avete fatto a lui. Non meritate nemmeno l’aria che respirate». Non si contano gli insulti che hanno ricevuto: “Schifosi”, “criminali”, “infami”, “maledetti”, “feccia”, balordi”.

Entrambi i ragazzi hanno precedenti di polizia per droga e Bazzano, conducente dello scooter, ha anche precedenti per rapina. I due giovani hanno ammesso di aver sparato per motivi legati alla rissa precedentemente avvenuta all’interno di un locale e di aver sbagliato persona. Manuel Bortuzzo e la sua giovane fidanzata, sottolineano gli investigatori, sono infatti assolutamente estranei alla vicenda, così come emerso anche nel corso delle indagini.

Al termine dell’interrogatorio, condotto in questura dal pm Neri, dal Procuratore Aggiunto D’Elia e dagli investigatori della Squadra Mobile, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano sono stati portati in carcere a Regina Coeli e dovranno rispondere entrambi di tentato omicidio e porto abusivo d’arma.

Commenti

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  • Fabio 7 febbraio 2019

    Purtroppo non è colpa loro… Sono il frutto di decenni di politiche sociali ed educative dissennate. Mi auguro qualcuno di buona volontà ponga rimedio a tutto questo.

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