Sanremo, Enrico Nigiotti lascia il segno. E a Casapound “tifano” per lui (video)

mercoledì 6 febbraio 11:49 - di Redazione

«È una critica alla modernità, alla modernizzazione, ai cambiamenti non sempre positivi che ci sono stati negli ultimi 20-30 anni. Mi piace. Guardare al passato e capire che oggi forse non stiamo prendendo la strada giusta». Lo afferma all’Adnkronos il leader di CasaPound, Simone Di Stefano, sul brano Nonno Hollywood cantato da Enrico Nigiotti in cui il cantante livornese rimpiange i bei vecchi tempi: «Nonno mi hai lasciato dentro un mondo a pile, centri commerciali al posto del cortile, una generazione con nuovi discorsi, si parla più l’inglese che i dialetti nostri». Di Stefano fa il tifo per Nigiotti? «Sì e anche per altri cantanti che stanno uscendo dal coro del politicamente corretto». Al contrario di gruppi «come i Negrita, che rappresentano già qualcosa di vecchiotto», osserva Di Stefano facendo riferimento al brano I ragazzi stanno bene, dove i ragazzi non stanno bene per niente e cercano di «far pace con il mondo dei confini e passaporti, dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto».

Casapound per Nigiotti e contro i Negrita

«Il solito inserire nelle canzoni il politicamente corretto, pensando di allinearsi al pensiero unico generale – sottolinea il leader della tartaruga frecciata – Pensando così di fare più ascolti e di avere più consenso tra i giovani, ma i giovani fino a una certa età sono tutti globalisti poi, verso i 30 anni, ti scontri con la realtà e con il fatto che la globalizzazione, tanto decantata, non porta né lavoro né futuro. E quando a 30 anni ti svegli che pedali con la bici per portare sushi al cantante dei Negrita – ironizza Di Stefano – pensi che questa globalizzazione non era come ti veniva dipinta e magari cambi idea». Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulle parole di Claudio Baglioni sui migranti e la presenza di alcuni brani in gara sul tema dell’immigrazione, Di Stefano sottolinea: «Ovvio che questa vicenda di Sanremo è un po’ orchestrata per colpire il governo sul tema solito, l’immigrazione. Il dramma dell’opposizione è che non ha capito che su questi temi può solo portare voti al governo, se si vuole fare opposizione si deve parlare di lavoro e tasse».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Vini 6 febbraio 2019

    Ma andate a fa nculo stronzi.
    Fate pieta’ il vostro penzare ci a portati a questo stato.
    Non abbiamo piu’ una patria cosa andate i cerca di piu’ vi stanno gia prendo a schiaffi fra poco saremo gli italiani ad essere clandastini altro che cazzi.