Renzi cerca l’altra strada, ma ormai gli è rimasto solo l’esilio

sabato 23 febbraio 16:15 - di Francesco Storace

Ormai Renzi è un uomo davvero disperato. Impazzava sui social, ora ci impazzisce sopra se solo si mette a leggere i commenti ad ogni sua uscita: l’altra strada non è solo il suo libro, ma quella che gli consigliano tanti italiani. Si chiama esilio, perché altro non c’è più. Non lo sopporta più nessuno.

Renzi ha giocato tutto al referendum costituzionale e ha perso in malo modo dopo tre anni di governo. Non si può dire che – nonostante nessuno l’abbia mai eletto premier – non abbia avuto la possibilità. Diceva game over a Berlusconi, dovrebbe ripeterlo ora ma davanti a uno specchio.

Ora va in giro a far pianterelli sulla sorte maligna capitata ai suoi genitori. Ma l’accusa di intrallazzi è pesante e non la si respinge affermando semplicemente di essere orgoglioso di loro. Difficile trovare figli che non lo siano, anche nei casi peggiori. Deve pazientare come ciascun italiano che ci capita sotto.

Il problema di Renzi è l’esempio: e l’arroganza che ha caratterizzato la sua stagione ora può  vederla riflessa anche in un Pd che non lo sopporta più, al punto da preferire Zingaretti come il più lontano da lui e quindi vincente nella sfida delle primarie.

Del resto, un leader che si mette a firmare querele sul palco di un comizio spacciato per la presentazione di un libro indica ai supporter e ai sempre meno italiani che si ostinano a seguirlo la via dei tribunali e non più quella della politica: vuole la fine di chi lo attacca, galera o soldi, ma stiamo parlando davvero di altro rispetto alla cultura di questo paese, o almeno quella che abbiamo conosciuto.

E’ una forma di odio viscerale per gli altri, ciò che sembra aver contagiato Matteo Renzi in quello che appare sempre più il crepuscolo di un soggetto che fino a qualche anno fa sembrava poter avere l’Italia in pugno ed ora è nel bunker con i suoi fedelissimi che stanno con lui solo perché nessuno li vuole più.

E’ la fine della rottamazione. Voleva sterminare il mondo, Matteo Renzi, e si è suicidato.

Ora tutti – pochi – stanno lì ad aspettare qualche altra diavoleria, perché la fantasia non gli manca.

Dicono che voglia fare un altro partito, uscendo da quello moribondo che sta scegliendo il suo successore alle primarie. Difficile che possa avere successo se davvero pensa di inseguire il modello macroniano, che pure in Francia sta per essere sovrastato dall’avversione popolare, che non si misura solo in quantità di gilet gialli.

Altri lo vedono libero di scorrazzare con Berlusconi, ma si farebbero male entrambi, perché anche quel rapporto culminato nel vertice del Nazareno di qualche anno fa si è consumato nell’odio di tutti quelli che dovevano essere schiacciati da un orrendo patto di potere.

Ora, questa storia dei genitori, dopo quella del parentado invischiato nella storia Unicef: tutto questo non è normale.

Non cerchiamo più da tempo stinchi di santo nella politica italiana, ma che persino Renzi pretenda di indossare i panni della vittima è francamente troppo.

Si metta a riposo per un po’.

Commenti

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  • Vincenzo Mezzotero 24 febbraio 2019

    Questo è quanto potrebbe accadere a molti che hanno creduto e credono che la politica sia una ove il sia assicurato a vita e per che la gente comune o meglio gli Elettori non hanno mai compreso e non comprenderanno mai! Servire il proprio Paese è un dovere di tutti e per poterlo seriamente espletare occorrono doti fuori dal comune! Chi si ritiene che li possiede è in errore, poichè a dare tale giudizio è solo coloro che vengono e vedono realmente fatti concreti e non farfallette sfolazzanti o fantasmi che si dissolvono alle prome luci dell’alba!

    • Francesco Storace 1 marzo 2019

      Dovere di tutti, vero…

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