«Quella cul… della Merkel»: il giallo sulla paternità della frase in un nuovo botta e risposta Berlusconi-Travaglio

giovedì 21 febbraio 11:20 - di Redazione

«Quella culona della Merkel», la “celeberrima” frase desunta da una non meglio specificata (falsa?) intercettazione sulla cancelliera, sparata dal Fatto, come noto contribuì alla caduta del Cavaliere (e sicuramente non giovò alla sua immagine istituzionale). Poi arrivò la parziale rettifica, neanche a dirlo, senza le scuse di rito. Ed ora, è di nuovo botta e risposta tra Berlusconi e Travaglio sulla vecchia querelle, tutt’altro che archiviata evidentemente…

«Quella cul… della Merkel»: botta e risposta tra Berlusconi e Travaglio

Dunque, il caso della presunta battuta di Silvio Berlusconi su «quella culona della Merkel», che il Fatto attribuì nel settembre del 2011 al Cav, sostenendo che fosse parte di una presunta intercettazione di cui, però, a quanto risulta anche all’adnkronos che rilancia la questione in queste ore, non è mai stata verificata la fondatezza e l’origine, fu la dichiarazione-battuta che, come noto, data in pasto a giornali e tv, fece il giro del mondo scaraventando senza se e senza ma il leader di Forza Italia nel tritacarne mediatico. Una ferita che evidentemente continua a sanguinare se solo ieri, Silvio Berlusconi, riunendo i gruppi parlamentari di FI nella Sala Koch di Palazzo Madama per serrare i ranghi in vista delle Europee, a sorpresa ha rivelato – e l’Adnkronos lo ha riportato – di aver scoperto chi avrebbe messo in giro quell’espressione terribile a lui attribuita, stilando un preciso identikit, senza fare nomi, di chi avrebbe fatto circolare alcune dichiarazioni offensive che lui avrebbe fatto sul conto della Cancelliera tedesca. «Il “colpevole”, avrebbe sottolineato il Cav, è un direttore di un foglio italiano, che se ne vanta anche con gli amici»…

La replica del direttore del Fatto: «L’hanno raccontata i suoi»

«Le frasi di Berlusconi su Merkel “cul…”? È ufficiale che lui mi incolpi da anni per quella cosa – ribatte all’Adnkronos Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano –. Il problema è che a raccontarcelo sono stati un bel po’ di suoi parlamentari. È notorio – incalza Travaglio ancora decisamente incline a insistere più che a ritrattare – che l’abbiamo scritto noi», dice ancora il giornalista, che all’epoca dei fatti (il 2011) non era ancora alla guida del quotidiano che ora dirige. «Il problema – aggiunge poi – è che a dircelo sono stati un bel po’ di suoi parlamentari. Lui, parlando con loro, chiamava comunemente Merkel “cul…”. Loro dicevano “oddio se l’hanno intercettato…”. Questa era la notizia. Erano terrorizzati che uscissero le intercettazioni»… Addirittura, non pago di confermare, il direttore del Fatto rilancia e, in un passaggio del libro di Alan Friedman, come riferisce l’Adnkronos, sostiene: «Berlusconi ha raccontato che l’ex cancelliere tedesco Schroeder si sarebbe complimentato con lui per quell’apprezzamento. E perfino Il Giornale e Libero, in quei giorni hanno fatto titoli in prima pagina chiamando Merkel “cul…”». Come se tutti dessero per scontato che la paternità fosse da attribuire al Cavaliere, che invece continua a rispedire al mittente la responsabilità di quell’affondo inelegante. Tanto che lo stesso Travaglio, a conclusione della sua arringa difensiva, aggiunge: «Nonostante tutto, alla Merkel, che nemmeno mi conosce, Berlusconi andava dicendo che ero stato io…». Non a caso, però, il dubbio continua a insinuarsi tra le pieghe di una polemica, ancora lontana dall’essere risolta…

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