Polizia penitenziaria, quel concorso interminabile che da 11 anni angoscia i concorrenti

mercoledì 20 febbraio 15:28 - di Redazione

Il club Uomini e Donne della Sicurezza (Uds), associazione maggiormente rappresentativa per gli appartenenti alle Forze Armate e dell’Ordine, vuole rappresentare la situazione che da undici lunghi anni perseguita la dignità sia morale che personale del Corpo della Polizia penitenziaria. Questa associazione da due anni segue le dinamiche di questo interminabile concorso di vice ispettore e ricorda in una nota: “Il bando di concorso è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia N.11 del 15 giugno 2008; Entro due anni dalla pubblicazione nel rispetto di un decreto ministeriale “DM 7 novembre 1997” si sarebbero dovute terminare le fasi concorsuali, mentre il corso ha preso il via solo nel settembre del 2018; Il bando sopra indicato prevede il rientro in sede – alla presenza di carenza del ruolo – per tutti i partecipanti e conseguentemente, se le procedure concorsuali fossero terminate in tempi ragionevoli, il taglio agli organici imposto dall’emanazione del decreto “Madia”1, non avrebbe generato situazioni di esubero nelle piante organiche delle sedi penitenziarie. Decreto che è entrato in vigore mentre ancora si svolgevano le fasi terminali della procedura concorsuale e a pochi mesi di distanza dall’avvio del relativo corso di formazione.  Con quest’atteggiamento l’Amministrazione ha negato di fatto la possibilità di progressione in carriera e addirittura la partecipazione al concorso, appena bandito, nel ruolo iniziale di vice commissario, configurabile come “perdita di chance”. Quello che a tutt’oggi si sta registrando – sottolinea ancora l’Us – é la continuità di un atteggiamento percepito quale mancanza di rispetto per i tanti vincitori, che quotidianamente si rivolgono al Club Uds chiedendoci di intervenire al solo fine di comprendere le motivazioni per le quali ancora oggi non si conoscono i criteri dell’assegnazione nelle sedi e quelle eventualmente individuate dall’Amministrazione centrale. Il direttore generale del personale nel mese di luglio del 2018 annunciava che entro il 15 di ottobre, dello stesso anno, avrebbe consegnato la lista delle sedi ritenute a disposizione dei vincitori ma, ancora oggi non è pervenuto esito. Alla fine del mese di ottobre veniva fatto sapere che entro dicembre si sarebbero conosciute le modalità di assegnazione ma, anche in questo caso, non si è avuto esito. Nel mese di gennaio il direttore generale del personale, con nuova nota, faceva sapere che avrebbe sciolto il nodo assegnazioni e si è in attesa di determinazioni. Recentemente è stata avviata dalla direzione generale del personale e delle risorse, una ricognizione per conoscere le sedi di preferenza dei partecipanti, ma ad oggi l’Amministrazione non ne ha condiviso le risultanze, poiché la riunione di confronti con la parte sindacale – fissata per il 13 febbraio – per motivi a noi sconosciuti non ha avuto luogo. “Peccato anche che a tutt’oggi – conclude Uds – a ridosso della fine del corso2, i partecipanti non conoscono le sorti della loro vita con evidenti risvolti sul piano familiare, anche per valutare ponderatamente le eventuali decisioni, oseremmo affermare nel rispetto di 978 famiglie che non comprendono le finalità di tale atteggiamento. L’associazione, in considerazione dei tanti proclami di cambiamento della nuova epoca politica, dichiaratasi vicina ai bisogni dei cittadini, rispettosa dei diritti sia soggettivi che oggettivi di ogni singolo individuo un intervento politico risolutivo e che in brevissimo tempo metta fine a quest’interminabile telenovela che a breve rischia di superare Beautiful, dando anche ai vincitori e alle loro famiglie quella serenità sul rispetto – da parte dell’Amministrazione – delle legittime aspettative, oggi poste in stato di lesione dalla durata irragionevole della procedura concorsuale”.

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