Pescara, botte all’inviato Piervincenzi nel quartiere Rancitelli, piazza dello spaccio (video)

mercoledì 13 febbraio 19:24 - di Paolo Lami
Daniele Piervincenzi, aggredito al quartiere Rancitelli di Pescara, famosa piazza dello spaccio abruzzese

L’inviato Daniele Piervincenzi, che fu picchiato con una testata dal mafioso Roberto Spada ad Ostia, è stato nuovamente aggredito, stavolta a Pescara, assieme al filmaker Sirio Timossi e al redattore David Chierchini della trasmissione di RaiDue “Popolo Sovrano” da un gruppo di abitanti del quartiere Rancitelli.

popolo sovrano aggressione 13 2 19

DANIELE PIERVINCENZI E LA TROUPE DI POPOLO SOVRANO (RAI2) AGGREDITI A PESCARAL'inviato Daniele Piervincenzi, il filmaker Sirio Timossi e il redattore David Chierchini sono stati aggrediti a Pescara da un gruppo di abitanti del quartiere Rancitelli. Piervincenzi e i suoi colleghi stavano lavorando a un'inchiesta sui clan della periferia pescarese. Piervincenzi e la troupe di Popolo Sovrano erano entrati in un complesso di case Ater chiamato Ferro di cavallo, considerato la principale piazza di spaccio di Pescara e dell'Abruzzo, per fare delle domande su come si vive nel quartiere: all'improvviso sono stati minacciati e successivamente aggrediti.#PopoloSovrano, il nuovo programma condotto da Alessandro Sortino e Eva Giovannini con Daniele Piervincenzi, andrà in onda domani alle 21.20 su #Rai2.

Pubblicato da Rai2 su Mercoledì 13 febbraio 2019

Piervincenzi e i suoi colleghi stavano lavorando a un’inchiesta sui clan della periferia pescarese.
L’aggressione è avvenuta quando Piervincenzi e la troupe di “Popolo Sovrano” sono entrati in un complesso di case Ater soprannominato ‘Ferro di cavallo’, alle spalle di via Tavo, considerato la principale piazza di spaccio di Pescara e dell’Abruzzo, per fare delle domande agli abitanti dei palazzi popolari su come si vive nel quartiere pescarese famoso per la presenza di criminalità: all’improvviso sono stati minacciati e successivamente aggrediti.

Nel video si vedono alcuni giovani uscire dai palazzi e minacciare il giornalista di “Popolo Sovrano” e la troupe, in qualche caso, anche a viso scoperto.
Poi i giovani sembrano desistere ma, tornati sui propri passi, alcuni con il volto camuffato da sciarpe e cappucci, picchiano selvaggiamente Piervincenzi e la troupe. «Vattene da qui sotto, dai andatevene da qua sotto non ve lo dico più…hai capito, jetevene da qua», urla in dialetto pescarese un giovane con la barba, una catena al collo, vestito con una tuta scura. E poi uno schiaffone in pieno viso al giornalista.
A quel punto accorrono altri giovani, fra cui una ragazza, che escono dal palazzo. Sono in quattro. «Armando, prendigli la telecamera», urla una donna dalla finestra di uno dei palazzi popolari. E il giovane vestito di nero torna sotto ai giornalisti. E da una spinta a Piervincenzi facendolo rotolare a terra mentre la troupe viene circondata.

Tutto «è avvenuto l’altro ieri mentre tornavamo da Pescara dove eravamo andati per approfondire l’inchiesta sui sinti, i cui clan in Abruzzo controllano in maniera stringente il territorio – racconta l’inviato di “Popolo Sovrano” – e dove proprio nel capoluogo hanno un fortino, che è il quartiere Rancitelli. All’interno di questo quartiere c’è il “Ferro di cavallo”, un palazzo che è la centrale di spaccio di tutto l’Abruzzo, dove qualche giorno fa è morto un diciottenne. Appena entrati, le vedette ci hanno segnalati, una donne ha urlato: ‘scendete e prendetegli la telecamera’».

«A quel punto – racconta ancora Piervincenzi – è cominciato a pioverci addosso di tutto, mele, bottiglie… Poi sono arrivati quelli che ci hanno aggrediti, aiutati anche dai tossicodipendenti».

 

Commenti

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  • Mauro Sartore 14 febbraio 2019

    Ma io mi domando: è un Paese civile quello in cui questi bulli si permettono di dirti dove puoi stare e dove no, di mandarti via da luoghi oltretutto pubblici, e di picchiarti violentemente persino davanti ad una telecamera ? Immagino che il posto sia ben conosciuto, e allora: non esiste una Polizia? Non esiste un giudice che a spacciatori e violenti dia quello che spetta a chiunque infranga non dico la legge ma le regole più banali del vivere civile ? Ma perché gli onesti devono essere sempre ligi a regole anche se assurde, compiti, rispettosi e puntuali, altrimenti sono multe e sanzioni magari per piccoli ritardi, mentre i disonesti possono fregarsene di tutto e di tutti ?

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