Massimo D’Alema*: “Tatarella era ammirevole per la passione politica senza retorica”

venerdì 8 febbraio 6:00 - di Redazione

«Ho avuto modo di conoscere Tatarella (…) nell’età in cui lui ed io fummo, nella vita politica pugliese, da opposte sponde, partecipi delle battaglie civili e di quelle democratiche con quel filo di inevitabile complicità, se non di simpatia umana, che si forma tra chi, pur da opposte sponde, vive l’esperienza non sempre facile dell’opposizione e condivide, se non gli ideali e gli obiettivi, almeno quel senso di protesta verso un sistema di potere e metodi di comando che certamente noi, lui ed io, abbiamo fieramente avversato.

Di Tatarella voglio ricordare due cose che mi sembrano importanti. La prima è, se volete, politicamente importante. Egli è stato l’esponente, quasi l’anticipatore, per molti aspetti, di una destra normale, di una destra scevra da ogni nostalgia totalitaria, profondamente radicata nelle istituzioni democratiche – ed anzi l’educazione dell’opposizione spinge ad amare la democrazia, le sue regole, le sue garanzie –, di una destra non ideologica ma legata ad interessi reali e vivi della società(…)

Penso che una destra di questo tipo sia molto importante per l’Italia e credo di poter dire che questa mia considerazione non è una considerazione d’occasione o dettata da un momento di cordoglio, ma è una concezione che mi ha guidato e mi guida più in generale nella mia azione politica.

Concludo con la seconda considerazione. In lui ho sempre ammirato la passione politica. La passione politica non è retorica. Molti ostentano la retorica: la retorica dell’impegno, spesso condita di quel sottile disprezzo qualunquista verso i partiti, che a mio giudizio non è né indice di passione né indice di buona cultura politica.

La passione politica consiste nel credere in ciò che si fa, nell’amare la politica sia quando si è vicepresidente del Consiglio sia quando si passa la notte a stampare un volantino in una sezione; la politica come battaglia per affermare le proprie idee, la politica come spirito di parte necessario a comporre quel tutto che è poi la vita democratica.

Ecco, Tatarella era un uomo che aveva una grande passione politica, una passione politica che si forma in chi sale l’edificio anche del potere, degli onori, partendo dallo scantinato; ad ogni piano che sale sa che domani potrebbe ridiscendere quelle scale, ma questo non spezzerebbe la sua passione. Io ammiro questo, lo ammiro profondamente e penso che un grande Paese democratico abbia bisogno di passione politica: da una parte e dell’altra. Penso che il fatto che egli non ci sia più diminuisca un po’ la presenza di questa virtù in quest’aula ed anche per questo lo piango».

* Presidente del Consiglio dei Ministri; Roma, 11/2/1999 Commemorazione dell’onorevole Giuseppe Tatarella

Testo tratto dal libro “Pinuccio Tatarella – passione e intelligenza al servizio dell’Italia”, edito da “Giubilei Regnani”. Link per l’acquisto del libro: http://www.giubileiregnani.com/libri/pinuccio-tatarella/

 

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