L’Ugl smaschera Orlando. Ecco come gli uffici smentiscono il sindaco di Palermo

giovedì 7 febbraio 13:58 - di Elsa Corsini

Gaffe, distrazione o incompetenza? L’esperto sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sempre pronto a dare lezioni di buona amministrazione, questa volta l’ha combinata grossa, vittima delle sue stesse dichiarazioni. Il primo cittadino palermitano, in risposta ai rilievi sollevati dagli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze, ha risposto accusandoli di ignoranza. «Gli ispettori del Mef – ha detto – hanno fatto una ispezione ma non conoscono le leggi dello Stato, della Regione e neppure cosa fa il Loro vicino d’ufficio». Sono le parole che Orlando pronuncia in difesa dei diritti dei precari “stabilizzati” del Comune siciliano in relazione a un contestato bando pubblico. «I loro sono diritti acquisiti, leggittimi e intoccabili», dice solennemente.

 

Peccato che le cose non stiano così. A scoprire la magagna è l’Ugl che dimostra, carte alla mano, come gli stessi uffici comunale smentiscano il sindaco di Palermo. In una nota stampa Patrizia Biagi e Daniele Galici, dirigenti sindacale dell’Ugl, denunciano come, «in merito al procedimento concluso nel 2017 con l’esame degli orali, la risposta del settore risorse umane del Comune alla diffida, a proposito di un  bando pubblicato ed espletato, a cui deve far seguito solo la firma del contratto» smentisca le parole di Orlando. Nella nota del Comune (che pubblichiamo in foto) si sostiene che «è facoltà dell’amministrazione e non un “diritto  acquisito, leggittimo ed intoccabile” come invece  dichiarerebbe il sindaco. «Delle due l’una – conclude la nota dell’Ugl – o il sindaco di Palermo dice cose non vere, o gli uffici negano i “diritti acquisiti, legittimi e intoccabili”… o “è terrorismo”?!»

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