L’Olanda all’Italia: bloccate la Sea Watch nel porto di Catania, stiamo indagando

mercoledì 13 febbraio 17:13 - di Paolo Lami
Sea Watch

Finalmente si muove anche l’Olanda sulla Sea Watch 3, la nave Search and Rescue dell’omonima Ong tedesca, battente bandiera olandese, che, dopo essere andata a recuperare 449 immigrati in prossimità delle coste libiche, invece di sbarcarli nel porto più vicino, ha puntato la prua sull’Italia e ha messo in atto un inaccettabile braccio di ferro con il governo italiano per far sbarcare nel nostro Paese i clandestini.

La Guardia Costiera italiana ha fato sapere di aver ricevuto, proprio da parte dell’Olanda, una richiesta di bloccare la nave Sea Watch in porto a Catania dopo che da Amsterdam hanno inviato un team che «ha effettuato un’ispezione a bordo nei giorni 11 e 12 febbraio».

Per questo, spiegano dalla Guardia Costiera, la nave dell’Ong tedesca «non potrà comunque lasciare il porto di Catania, in attesa che le Autorità olandesi concludano ulteriori accertamenti sulla conformità della nave alle normative vigenti, con riferimento all’idoneità al trasporto di un elevato numero di persone per lunghi periodi di tempo».

«L’unità Sea Watch 3, il giorno 31 gennaio – ricostruiscono dalla Guardia Costiera – è stata ispezionata da militari della Guardia Costiera specializzati in sicurezza della navigazione, che hanno eseguito una verifica tecnica sulle condizioni della nave ai sensi della Unclos, la Convenzione delle Nazioni unite sul Diritto del mare.

In seguito a questa ispezione, il 1° febbraio è stata rilevata una serie di non conformità relative sia alla sicurezza della navigazione che al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino».
Da qui la comunicazione ufficiale alle autorità olandesi preposte e, poi, la richiesta di blocco alla Guardia Costiera italiana della nave.

Anche il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, il 2 febbraio scorso, aveva rilevato le problematiche relative alla Sea Watch3: «Dagli accertamenti della Guardia costiera sono emersi dati significativi sull’inidoneità tecnico strutturale della Sea Watch effettuare un’attività sistemica di soccorso in mare dei migranti».

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