Lo schiaffo degli abruzzesi al M5S. Tra i grillini sotto accusa Di Battista: basta fare la star…

lunedì 11 febbraio 11:59 - di Redazione

Dopo la debacle abruzzese finisce nel mirino di alcuni esponenti M5S anche Alessandro Di Battista. L’ex deputato grillino, dopo la parentesi in Sud America, è tornato in Italia per supportare i 5 Stelle nella campagna elettorale per le europee, ma anche per le regionali in Abruzzo, dove ha tenuto alcuni comizi insieme a Luigi Di Maio e a Sara Marcozzi, la candidata pentastellata alla guida della Regione. Evidentemente però lo sforzo del frontman grillino non è bastato. E ora, alla luce dei risultati deludenti, nel M5S c’è chi chiede di rivedere la strategia comunicativa: “Gli elettori vogliono vedere i fatti. Le star andavano bene all’opposizione”, dice il deputato Davide Galantino. Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice ribelle Elena Fattori, la quale chiede un cambio di passo in vista del voto di maggio per le europee: “Secondo me – afferma – dobbiamo essere imbattibili nella proposta di un programma approfondito. Non è mica un reality o ‘Amici’, è il futuro del Continente”.

Chi invece minimizza i segnali di delusione arrivati dall’Abruzzo è il senatore grillino Gianluigi Paragone: “Subito dopo le politiche non abbiamo vinto in Molise e in Friuli: il voto delle amministrative è marginale e si prendono in considerazione aspetti della quotidianità, è un voto che riguarda soprattutto la sanità”.  Il risultato delle regionali – continua – “dice che i cittadini abruzzesi hanno gradito il modo in cui in questi anni sono state gestite le cose e quindi non avevano intenzione di cambiare. Evidentemente – ha concluso Paragone – gli abruzzesi sono soddisfatti della gestione del centrosinistra e di quella del centrodestra nel recente passato”.

Non ha alcuna intenzione di sorvolare sulla débacle abruzzese Davide Galantino: “Questi risultati devono portarci a riflettere tutti! Al di là dei meccanismi delle elezioni regionali abbiamo perso 20 punti rispetto alle ultime politiche nonostante ci fossero meno liste in corsa. Ostentare risultati e alimentare troppe speranze non paga. Bisogna essere sinceri e soprattutto saper chiedere scusa quando non puoi mantenere fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Che ci serva di lezione!”.

Commenti

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  • fabio dominicini 11 febbraio 2019

    Egr senatore Paragone, la gente ha capito che non si può concedere fiducia a chi non è in grado di gestirla.-
    Mi fa piacere leggere che anche Lei se ne sia reso conto.-

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