Il Papa accolto negli Emirati arabi da colpi d’artiglieria e caccia militari (video)

lunedì 4 febbraio 17:17 - di Laura Ferrari

Colpi di artiglieria, aerei da caccia in evoluzioni spettacolari e un’imponente sfilata militare. La storica cerimonia di benvenuto a Papa Francesco nel Palazzo Presidenziale di Abu Dhabi è stata a dir poco stravagante. A ricevere Bergoglio è stato lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan degli Emirati arabi, figlio del primo presidente del Paese.

Il Papa e la famiglia umana

Un’accoglienza singolare per il Papa pellegrino della pace, che ha guardato con una certa perplessità la solenne parata bellica.  «Senza libertà non si è più figli della famiglia umana ma schiavi», ha detto Papa Francesco durante l’intervento al Founder’s Memorial di Abu Dhabi per l’incontro interreligioso con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al Tayyib, spiegando che «se crediamo nell’esistenza della famiglia umana, ne consegue che essa in quanto tale va custodita» e «come in ogni famiglia, ciò avviene anzitutto mediante un dialogo quotidiano ed effettivo».

Il Papa: “Alla base di tutto il dialogo interreligioso”

Un dialogo, chiarisce il Pontefice, che «presuppone la propria identità, cui non bisogna abdicare per compiacere l’altro. Ma al tempo stesso domanda il coraggio dell’alterità, che comporta il riconoscimento pieno dell’altro e della sua libertà e il conseguente impegno a spendermi perché i suoi diritti fondamentali siano affermati sempre, ovunque e da chiunque». Tra le libertà, prosegue Bergoglio, «vorrei sottolineare quella religiosa. Essa non si limita alla sola libertà di culto, ma vede nell’altro veramente un fratello, un figlio della mia stessa umanità che Dio lascia libero e che pertanto nessuna istituzione umana può forzare, nemmeno in nome suo. Il coraggio dell’alterità è l’anima del dialogo, che si basa sulla sincerità delle intenzioni. Il dialogo è infatti compromesso dalla finzione, che accresce la distanza e il sospetto: non si può proclamare la fratellanza e poi agire in senso opposto. Ciascuno gode del diritto alla libertà».

“Le religioni costruiscono ponti di pace”

Per il pontefice «le religioni, in particolare, non possono rinunciare al compito urgente di costruire ponti fra i popoli e le culture. È giunto il tempo in cui le religioni si spendano più attivamente, con coraggio e audacia, senza infingimenti, per aiutare la famiglia umana a maturare la capacità di riconciliazione, la visione di speranza e gli itinerari concreti di pace». Per ora la pace, negli Emirati arabi, la costruiscono a colpi di cannone e con i caccia militari.

Commenti

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  • Carlo Paolo Cristini 5 febbraio 2019

    Migliore accoglienza non poteva avere. Certamente hanno accolto il Papa con grande rispetto ed onore. E’ un evento storico che dà grandi speranze. Speranza per il mondo Cattolico e Cristiano, chè cessi il massacro di coloro che professano la nostra religione anche nei paesi a religione islamica. Speranza e bisogno per il mondo Islamico chè la religione islamica non sia considerata sinonimo di terrorismo. Il celebrare la Santa Messa all’aperto anzichè in una chiesa è, poi, anche simbolo di manifestazione di tolleranza ed esprime un monito al rispetto, non solo a parole, della professione libera della propria religione. Anche per le nazioni vicine: Arabia Saudita, Iran, ecc.

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