Gad Lerner evoca “La Difesa della Razza”: gli riveliamo alcune firme “razziste”. Si tenga forte…

mercoledì 6 febbraio 17:49 - di Ezio MIles

Da Gad Lerner arriva l’ennesimo proclama ispirato all’antifascismo d’annata. Stavolta Gad evoca La Difesa della Razza, la rivista diretta da Telesio Interlandi tra il 1938 e il 1943,  Il bersaglio polemico è , come sempre, lo schieramento politico e mediatico che si batte per fermare l’immigrazione selvaggia e che denuncia il dilagare della criminalità  d’importazione. «Usano – scrive Lerner su facebook commentando una copertina del settimanale Panorama – lo stesso linguaggio e gli stessi argomenti dei propagandisti de La Difesa della Razza : scherno per le vittime e denigrazione per chi presta loro soccorso. Come i loro antenati Telesio Interlandi e Giorgio Almirante questi brillanti giornalisti onnipresenti nei talk-show resteranno impuniti»

Un insospettabilo “antenato”? Agostino Gemelli

Il noto giornalista, opinionista, anchorman (e chi più ne ha più ne metta) ha fatto però un passo falso, perché tra gli “antenati” dei presunti “razzisti” odierni figurano personaggi insospettabili, a partire da  padre Agostino Gemelli, che fu tra i  più illustri collaboratori  allla  rivista di Interlandi. E non finisce qua, perché tra gli apologeti della  razza “italica”  e della razza ariana figurano, tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta alcuni giorvani virgulti del gornalismo e della saggistica che avrebbero successivamente caratterizzato la repubblica democratica e antifascista. a partire da un giovanissimo Eugenio Scalfari che su Roma Fascista così scrisse il 24 settembre 1942, alla vigilia di un grande raduno a Venezia delle rappresentanze giovanili di Italia, Germania e Giappone: «Il convegno di Venezia ha un significato essenzialmente politico; esso riunisce le forze migliori del Tripartito, quelle che sono depositarie e garanti dell’avvenire delle tre nazioni, quelle cui spetterà il compito gigantesco dell’Impero».

Da Bocca ad Andreotti

E che dire di Giorgio Bocca? Ecco che cosa scrivava sulla Provincia Grande – Sentinella d’Italia, foglio della Federazione fascista di Cuneo, il 14 agosto 1942: «Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei? Ecco invece che cosa annotava  un ventitreenne Giulio Andreotti sull Rivista del Lavoro: «La società viene così concepita come un tutto, un corpo omogeneo, di cui lo Stato costituisce l’organizzazione giuridica trovando nelle finalità supreme della nazione o della razza la giustificazione perentoria della propria autorità, quella giustificazione che è viceversa impossibile trarre dalla società, quando questa è concepita, liberisticamente, come molteplicità di fini e di voleri». Interessanti sono anche gli scritti fascistissimi di futuri cattolici democratici come Aldo Moro, Benigno Zaccagnini  e Amintore Fanfani.  L’elenco degli “insospettabili” potrebbe continua a lungo.L’importante è che Lerner capisca che evocare il passato può spesso rivelarsi un boomerang. 

 

Commenti

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  • firmino 7 febbraio 2019

    Bisogna capire che questo giornalista, sta facendo tutto ciò per avere anche lui quella visibilità mediatica che, secondo lui gli spetterebbe.IGNORIAMOLO!

  • Lisetta 7 febbraio 2019

    Ma c’è ancora chi lo legge e ascolta? Non ha mai avuto un gran seguito. Dovrebbe imparare a star zitto e a non rimanere legato ad un passato che non tornerà. Siamo cresciuti e ragioniamo con la nostra testa, siamo più liberi e abbiamo più conoscenze dei nostri nonni. Basta inneggiare alle paure del passato. Che guardi al futuro.

  • babbone 6 febbraio 2019

    Spero che quando ha pronunciato il nome del grande GIORGIO ALMIRANTE, si era sciacquato la bocca.

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