Europee, i candidati capilista M5s saranno scelti da Di Maio. E la base non ci sta

mercoledì 6 febbraio 19:53 - di Giovanni Pasero

Volti noti, veri e propri big capilista del M5S alle prossime elezioni europee. Per loro niente parlamentarie: Luigi Di Maio, capo politico del M5S, gli assegnerà direttamente un posto in cima ai listini. Cinque, in tutto, quelli previsti per le elezioni europee. Elezioni dove, comunque, a farla da padrona saranno le preferenze, dunque i ‘capilista’ potranno anche essere superati in corsa. Sarebbe questa la ‘mediazione’ alla quale si sta giungendo in casa 5 Stelle, dove i criteri delle candidature, soprattutto dopo la svolta alle scorse elezioni politiche di aprire alla cosiddetta società civile, stanno generando non poche tensioni. In particolare, a quanto apprende l’Adnkronos, nelle settimane scorse si era considerata l’ipotesi di una vera e propria ‘quota’, ben più corposa, decisa da Di Maio, dunque calata dall’alto. Un sorta di listino nella lista. Un’ipotesi che aveva mandato in fibrillazione gli europarlamentari uscenti, timorosi di perdere il seggio per fare spazio al volto noto di turno. Nelle ultime ore, invece, a Bruxelles sembra tornato il sereno. L’opzione capilista ad appannaggio di Di Maio, riflettono tra loro gli europarlamentari, graverebbe solo su 5 seggi in tutto: gli eletti 5 Stelle di casa a Bruxelles sono attualmente 11, visto che sei hanno abbandonato il gruppo in corsa. E i sondaggi attualmente in mano al Movimento parlano di 22-25 seggi: numeri alla mano, ci sarebbe spazio per tutti. Ma se i capilista decisi da Di Maio sembrano aver portato un clima di serenità in Europa, i ‘falchi’ del Movimento guardano col fumo agli occhi anche aquesta opzione. Una ipotesi che ormai sembrerebbe una decisione già presa, anche se le regole per le candidature non sono ancora state inviate al comitato dei garanti chiamati a ‘vidimarle’.

Da Licia Colò a Sarah Varetto: i nomi che circolano per le Europee

“Così rischiamo altri casi De Falco – ragiona un volto noto del M5S, considerato tra i più ortodossi del Movimento – imbarchiamo gente che ci userà come taxi, mentre potremmo far spazio a gente nostra, a veri e propri attivisti che meritano una possibilità. Tant’è, che la base si farà sentire sicuramente quando le regole verranno rese note…”. Ma i volti noti saranno in lista. Finora erano circolati quelli di Licia Colò e Sarah Varetto, ma dai piani alti del Movimento spiegano che verranno resi noti solo in aprile, non prima. Nella lista dei big non dovrebbe esserci Filippo Nogarin, il sindaco di Livorno che qualche mese fa era sceso a Roma per parlare con Di Maio anche di europee. “Se Nogarin e altri esponenti 5 Stelle piuttosto noti dovessero candidarsi – spiega un beninformato all’Adnkronos – faranno le ‘parlamentarie’ come tutti gli altri”. Gli unici che non dovranno guadagnarsi il favore della base grillina sono i 5 ‘big’ scelti dal vicepremier. “Un tempo li chiamavamo ‘foglie di fico – lamenta una deputata di vecchio corso – ma quelli erano altri tempi, quello era il M5S…”.

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  • MICHELE RICCIARDI 6 febbraio 2019

    6 Febbraio 2019 — IL disegno di legge della riduzione dei deputati e dei senatori a 400 e 200 che si sta discutendo in parlamento proposto dai grilli, è un innegabile vantaggio per il paese e uno svantaggio per loro. Io penso che siccome il popolo li manderebbe a casa tutti e volentieri, quelli delle stelle, provano a buttare l’osso al popolo italiano, per salvare il salvabile.. E’ così?