Dramma ai Caraibi: spariti due sub italiani durante un’immersione

martedì 12 febbraio 14:13 - di Redazione

Due sub italiani sono scomparsi nelle acque della Repubblica Dominicana. Lo rende noto la Società Speleologica della Repubblica Dominicana, spiegando in una nota che i sommozzatori sono stati visti l’ultima volta il 9 febbraio, mentre si apprestavano ad entrare nella grotta sommersa di El Dudù. Le operazioni di ricerca, prosegue la DRSS, sono state rallentate dalla carenza di visibilità in un’area caratterizzata da correnti e movimenti di sedimenti.

Chi sono i due sub scomparsi

I due sub italiani provengono dalla Liguria e sono Carlo Basso, nato a Venezia, 43 anni, residente a Lavagna e Carlo Barbieri, 56, originario di Levanto, sono stati visti per l’ultima volta all’ingresso della risorgenza di El Dudu (meta turistica frequentata dai dominicani e profonda circa 100metri) sabato 9 febbraio verso mezzogiorno. Dopo due giorni, riportano i media locali,  la ricerca dei dispersi è stata sospesa a causa della torbidita’ dell’acqua ma dovrebbe riprendere tra qualche ora.

Gli italiani – afferma la Società Speleologica – non avevano la certificazione” necessaria per accedere alla grotta “e hanno ignorato un segnale di pericolo, collocato alla fine della zona di sicurezza, che evidenzia il pericolo di andare oltre”. Nella nota, inoltre, si fa riferimento alla necessità di “preparazione che deve possedere chi si spinge oltre il limite”. “Per immergersi nelle acque delle grotte -evidenzia la DRSS- è necessario che le persone seguano un allenamento diverso da quello per l’attività subacquea in mare o in acque aperte. Dopo questa formazione si può ottenere una certificazione internazionale che qualifica” un sub in grado di entrare in una grotta. Tali immersioni, inoltre, “richiedono equipaggiamenti specifici”. La grotta di El Dudù si estende per circa 800 metri e raggiunge una profondità di 27. Le condizioni sono particolari: “Una grotta sommersa è una zona buia e coperta, che di solito si trova a più di 60 metri dall’ingresso, a differenza di una caverna, dove filtra luce esterna”.

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