Da domani la Meloni ha il jolly per liberarci dalla Junckeria europea

giovedì 21 febbraio 6:00 - di Francesco Storace

Ora i giochi sull’Europa si aprono per davvero e agli occhi degli elettori italiani potrebbe schiudersi uno scenario intrigante. Con Giorgia Meloni – che ormai tutti i sondaggi vedono proiettata ben oltre la soglia del quorum elettorale – destinata a ricoprire un ruolo di primo piano con Fratelli d’Italia negli assetti futuri dell’Unione.

Arrivano domani a Roma trenta delegazioni internazionali che fanno parte del partito europeo dei conservatori: Fdi vi entra con onore e accadrà nella cornice prestigiosa di Villa Miani, sede della conferenza programmatica, la convenzione blu.

Il 26 maggio determinerà con il responso delle urne una rivoluzione che andrà seriamente governata. Finora l’Europa è stata dominata dalla Junckeria popolare e socialista, con effetti nefasti sui popoli. Si deve sottrarre l’Unione a quell’abbraccio mortale: per farlo, occorre la mediazione dei conservatori che avranno la carta per far fuori i socialisti europei e favorire un governo continentale assieme a popolari e populisti. In Italia quel jolly lo custodisce Giorgia Meloni, che sarà l’unica a poter raccontare con certezza che senza la forza delle liste dei conservatori europei, riprenderanno a comandare i vecchi socialisti che guardano a Macron e compagnia.

Ad esempio, certamente Salvini otterrà un largo consenso, ma il tema sarà che senza i conservatori in campo, i popolari continueranno ad avere i voti per trescare altri cinque anni con la truppaglia socialista, alla Moscovici per intenderci. Non sarebbe un grande affare.

Basti pensare al povero Di Maio. Il voto ai Cinque stelle rischia di essere addirittura sprecato, visto che cerca di raccattare, senza trovare larga sponda, gruppi parlamentari nazionali con cui farne uno europeo. Finiranno loro nel gruppone misto dei non iscritti, che in Italia considerano una specie di loculo democratico.

La convenzione blu di domani, invece, potrà sfornare politiche comuni, a partire da sicurezza, difesa, immigrazione. Priorità che per la logica dei numeri finiranno inevitabilmente sul tavolo della prossima Commissione europea. Saranno proprio i conservatori a determinarne la linea. Del resto, il gruppo che da domani si arricchisce della presenza di Fratelli d’Italia nell’incontro di Villa Miani – l’Ecr, che è il braccio parlamentare del partito Acre  (Alleanza dei conservatori e riformisti europei) – ha già una sua forte consistenza. Nel prossimo Parlamento europeo sarà guidato dai polacchi di  Kaczinsky: il suo partito, il Pis, fu già alleato in Europa con An. E forse anche per questo, negli incontri che egli ha avuto con Salvini ha voluto ribadire il legame preferenziale con Giorgia Meloni per quel che riguarda l’Italia. Pure questo è significativo. Perché si potrà contare in Europa difendendo a testa alta sovranità, confini e identità, come ha tenuto ad affermare Carlo Fidanza nella bella intervista di ieri al nostro giornale.

La prospettiva che si apre da domani a Villa Miani consentirà alla destra italiana di giocare un ruolo chiave non solo contro le vecchie alleanze, ma soprattutto per dare una missione a quell’Europa che si batte per una sponda mediterranea che consenta di mandare finalmente in soffitta i progetti egemonici di Macron e di Angela Merkel. Sarà l’Europa della fierezza nella difesa delle radici cristiane. Sarà l’Europa che per investire in Africa pretenderà di liberarla dal colonialismo francese.

Commenti

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  • Laura Prosperini 22 febbraio 2019

    Questa euro-pa
    nasce con il proposito di frantumare ed impoverire tutte le altre Nazioni all’ifuori di Francia e Germania (storico asse d’amore/odio fra i due paesi che si credono più importanti, la Germania per , l’attuale, forza economica e la Francia unicamente per l’arsenale atomico).
    L’arma è l’euro (finchè rimane una sola moneta nulla può cambiare, è l’euro l’architrave di questo criminoso progetto franco-pangermanico).
    La vittima, da sempre, predestinata e da saccheggiare è l’Italia (intera e non le singole insulse regioni più o meno secessioniste) e la sua rete industriale e strategica.
    Vent’anni (dal serpentone monetario), circa, di questo progetto ci hanno ridotti all’osso.
    Dialogare con la Lega va bene ma distinguiamoci da loro affinché non ci si nasconda o affinché non ci si disperda nelle (poche) idee della Lega (che rimane, purtroppo provinciale ed egoista e soprattutto mai Nazionalista e quindi mai veramente Sovranista, direi Populista, questo si).

    Distinguiamoci, non dobbiamo aver paura di cavalcare, finalmente, le nostre idee politiche e di contrapporci, fortemente, a questi poteri forti (che sappiamo benissimo chi sono) e quindi all’euro-pa!!!
    Questa prima fase mi sembra ben architettata ma poi dobbiamo far capire se vogliamo dare retta a quel 50% (e passa, ora lo danno ad almeno il 54%) d’Italiani che voglio uscire dall’euro-pa, sono tanti! siamo tanti!
    Una seria speranza, un patto con milioni d’Italiani di poter, finalmente, tornare ad essere padroni in casa nostra e di fare, veramente, politica come sappiamo, come possiamo, come…dobbiamo!
    Coraggi! e forza On.le Meloni

  • Giuseppe Tolu 22 febbraio 2019

    Il mio voto sarà per la Meloni, come del resto sempre fatto.

  • Mauro Garlaschelli 21 febbraio 2019

    …molto interessante…ma io voto Lega…

    • Francesco Storace 21 febbraio 2019

      Legittimo, ma oggi c’e anche quest’altra bella opzione

  • babbone 21 febbraio 2019

    Stanne certa che il nostro voto non mancherà. nostro sta per tutta la famiglia, come sempre.

  • Paolo Mario Pieraccini 21 febbraio 2019

    Questa prospettiva è molto allettante.Auguri di cuore ad una Italiana.

  • GIROLAM,O 21 febbraio 2019

    Secondo me queste prospettive aprono scenari nuovi per la nostra PATRIA, speriamo di saper approfittare al massimo di questi eventi favorevoli glissando o dribblando, dal momento che possiamo contare su Ronaldo, gli avversari politici che sicuramente si opporranno. Tutta la Destra dovrà fare quadrato e direzionare, sopratutto l’Europa, verso nuove e più sicure strade da percorrere.

  • avv. alessandro ballicu 21 febbraio 2019

    sondaggi dicono che oltre il 50 % degli italiani vorrebbe uscire dalla ue,
    ora però nessun partito rappresentato in parlamento lo propone, se i f.lli d’italia facessero propria questa idea, che sarebbe rivoluzionaria ma, nel contempo, veramente sovranista e patriota avrebbero un successo immenso….
    disse una volta il duce :
    “non bisogna aver paura di aver coraggio”

  • Giovanni Acquaviva 21 febbraio 2019

    Preferirei che facesse fronte comune con Salvini, in Italia e in europa. Non le piace la LePen?

    • Francesco Storace 21 febbraio 2019

      Dopo le europee dialogheranno

  • Carlo Cervini 21 febbraio 2019

    Non vendete la pelle dell’orso prima di avelo amazzato, la UE governata da un patto di ferro social-catto-comunista ha portato negli anni i Paesi Europei ad una sottospece di Unione di Repubbliche Sovietiche, distruggendo i ceti medi, il risparmio privato a colpi di patrimoniali sui valori e di super euro/marco, creando squilibri tra Paesi, burocrazia ed assistenzialismo folli, provocando e gestendo una crisi che dopo 9 anni è tornata giustamente al punto di partenza……………….Purtroppo noi Italiani non possiamo fare una Brexit, ci ridurremo in pochi mesi al livello del Venezuela.