Caos nella piattaforma Rousseau. Dopo la strigliata di Travaglio i 5stelle cambiano il quesito

lunedì 18 febbraio 10:57 - di Romana Fabiani

Slitta l’orario di inizio delle votazioni online sulla piattaforma Rousseau, cambia il quesito. A mezz’ora dallo start i vertici grillini modificano il testo del quesito (complicato e furbesco) sull’autorizzazione a procedere per Salvini, accusato di sequestro della nave Diciotti. Dopo l’ironia di Grillo – per votare Sì al processo si doveva rispondere No, per “salvare” il vicepremier di doveva votare Sì – il lungo editoriale di Marco Travaglio sul Fatto quotidiano deve aver convinto la dirigenza 5Stelle a correre ai ripari. Troppe polemiche. Si deve semplificare la domanda e così il voto, previsto per le 9, slitta alle 11. La motivazione ufficiale per momentaneo stop è ovviamente “tecnica”: il boom di accessi al sito M5S.

Il direttore del Fatto, il foglio di riferimento dei 5stelle, infatti si schiera apertamente per il sì al processo a Matteo Salvini mettendo in guardia la base grillina sulla “furbata” con cui lo staff 5 Stelle ha preparato il quesito. Travalgio  elenca ben cinque buoni motivi per processare il ministro leghista, avversario numero uno. L’invito è a voce un secco No per riinsavire e a ritrovare la strada maestra. Poi punta il dito sul quesito vero e proprio che  rappresenterebbe il tentativo di un raggiro: «Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari Paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?”». Un quesito fatto apposta per sollecitare una risposta affermativa. Ora gli iscritti devono dire No anche al tentativo maldestro di raggirarli.

Poi affronta altri casi giudiziari e richieste di autorizzazione a procedere. «Nessuno di loro ha mai detto una parola contro il diritto dei giudici a processarli. È chi sa di essere colpevole che ha paura dei giudici e fa di tutto per non affrontarli. Chi ha la coscienza a posto non vede l’ora di essere giudicato e assolto (dai giudici, non dalla propria maggioranza parlamentare)». E le ricadute sul governo di un eventuale sì al processo? Nessuna paura, anche in questo caso Travaglio ha una risposta robusta per tranquillizzare gli iscritti grillini: «Chi fosse tentato di salvare Salvini nel timore che salti il governo, può votare tranquillamente No. Ancora ieri il capo leghista ha detto di essere tranquillissimo e che il governo non rischia».

Quarto motivo: il rischio dell’autodenuncia e la conseguente iscrizione nel registro degli indagati del ministro  Toninelli, del vicepremier Di Maio e de premier Conte: «I pm è probabile che chiedano l’assoluzione, ma il Tribunale dei Ministri potrebbe essere di diverso parere e così dopo aver salvato Salvini dal processo, i 5Stelle autorizzerebbero il proprio: col risultato paradossale che, per un atto del ministro Salvini, verrebbero processati al suo posto Conte, Di Maio e Toninelli». Infine fa il punto sulle conseguenze politiche di un eventuale stop al processo da parte dei 5Stelle, il rischio di inciucio con l’opposizione: «Se gli iscritti salvano Salvini, i senatori M5S voteranno allo stesso modo di Forza Italia per bloccare un processo a un ministro. Regaleranno al Pd l’esclusiva della legalità. E se lo sentiranno rinfacciare finché campano. Se invece votano No (sì a procedere, ndr) ricompattano il M5S, altrimenti spaccato per sempre».

Commenti

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  • Rosita Sonnino 18 febbraio 2019

    Non valeva l’atto della Procura di Catania che voleva archiviare il caso Diciotti ?