Berlato e Barison (FdI) sollecitano il governo: «Risarcire subito i risparmiatori beffati dalle banche»

martedì 26 febbraio 16:21 - di Renato Fratello

«Il Consiglio regionale del Veneto impegna la giunta regionale innanzitutto a sollecitare il governo nazionale a inserire nel decreto attuativo di prossima emanazione il diritto di accedere alle richieste di indennizzo per tutti i risparmiatori che hanno acquistato o che hanno continuato a detenere strumenti finanziari anche antecedentemente o successivamente al biennio 2013-2014; inoltre, nel medesimo decreto, sia inserita l’espressa previsione che vengano acquisiti d’ufficio gli atti della Commissione parlamentare e quelli di ogni altra Commissione istituita, le relazioni della Banca d’Italia, della Consob, con gli atti relativi ai procedimenti penali collegati alla messa in liquidazione delle banche». È questa, in sintesi, la richiesta contenuta nella mozione numero 470 depositata in Consiglio regionale del Veneto dai consiglieri Sergio Berlato e Massimiliano Barison di Fratelli d’Italia, illustrata a Venezia. «Il Fondo Indennizzo Risparmiatori previsto dalla legge numero 145-2018 e gestito dal ministero dell’Economia, è stato istituito a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e delle loro controllate in liquidazione coatta amministrativa, in ragione delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza», si legge nella mozione. «La misura dell’indennizzo – continua – è commisurata, per gli azionisti, al 30%, e per gli obbligazionisti, al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100mila euro per ciascun risparmiatore».

«Il ministro dell’Economia e delle Finanze si è impegnato a emanare un decreto attuativo dalla cui bozza parrebbe che, lungi dal superare il cosiddetto misseling (la cosiddetta vendita sconsiderata delle azioni della banca ai clienti senza che gli stessi siano stati dapprima adeguatamente informati), riguardi i possessori dei titoli bancari nel solo arco temporale degli anni 2013 e 2014 – spiega la mozione – escludendo così tutti coloro che detenevano gli stessi titoli prima e dopo tale periodo, impedendo così loro di poter accedere al Fir, e che intenda spostare la prova del misseling individuale a quello collettivo, non facilitando così il risparmiatore nella redazione della domanda da presentare per essere indennizzato, con l’aggiunta di dover rinunciare all’assistenza di un legale».

«Molte forze politiche, in particolare modo quelle che compongono l’attuale governo, si sono assunte l’impegno di risarcire totalmente i risparmiatori truffati, vittime del crac delle banche popolari. Il governo – ha affermato Berlato – sta emanando provvedimenti che non sono in linea con le aspettative dei risparmiatori e delle decine di migliaia di imprese che adesso sono chiamate a rientrare dall’esposizione bancaria e che corrono il rischio di fallire, con il rischio di conseguenze disastrose dal punto di vista economico e occupazionale. Attraverso la mozione che abbiamo presentato in Consiglio regionale e che rispecchia fedelmente le richieste delle associazioni dei risparmiatori, vogliamo che si capisca a livello nazionale la necessità di onorare gli impegni assunti e quindi di risarcire totalmente tutti i risparmiatori vittime del crac delle Popolari». Dal canto suo il vicepresidente Massimo Giorgetti  ha puntualizzato: «È stato doveroso incontrare e ascoltare le associazioni dei risparmiatori a cui sono stati letteralmente rubati da alcune banche i propri risparmi. In questo momento c’è una grande attesa rispetto a dei decreti che il governo doveva fare, che si era impegnato a emanare e che purtroppo non sono ancora arrivati. A questo punto la politica deve giocare la propria partita nel modo migliore, anche nell’ambito di un confronto, tutti orgogliosi delle proprie maglie di appartenenza, e però nella consapevolezza che alla fine l’obiettivo deve esser quello che del rispetto dei diritti dei risparmiatori e dei consumatori traditi dalle banche».

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