Benvenuta al Sud, senatrice Nugnes. Ma l’autonomia del Nord piace anche al M5S

mercoledì 6 febbraio 15:20 - di Lando Chiarini

Il Sud chiama e la senatrice grillina Paola Nugnes risponde. In ritardo, però. Anzi, a buoi già scappati e con l’intesa sull’autonomia rafforzata del Nord, l’ormai temuta “secessione dei ricchi“, già apparecchiata per le firme sul tavolo di Palazzo Chigi: quella del governo e quelle delle tre regioni settentrionali – Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – che insieme alle nuove competenze legislative incasseranno anche tanti soldini, attingendoli da quel fondo perequativo in favore dei territori più svantaggiati che per molti fa rima con assistenzialismo, ma che fa anche tanto nazione e uguaglianza tra italiani. «Qui ci giochiamo tutto non solo come Movimento che ha preso i suoi voti al Sud, ma come cittadini del Sud, come professionisti del Sud e come gente del Sud», lamenta ora la senatrice Nugnes. Meglio tardi che mai, s’intende, ma è legittimo chiedersi dove fosse e a che cosa pensasse quando i suoi compagni Cinquestelle siglavano il contratto di governo con quel Matteo Salvini che di secessione se ne intende essendo stato in un’altra vita il direttore di Radio Padania e, in quella attuale, il leader dei governatori Zaia e Fontana, gli stessi che il prossimo 15 febbraio apporranno la propria firma all’intesa “schiaccia-Sud“. Evidentemente, la senatrice Nugnes non c’era. E se c’era, dormiva. Fosse rimasta “concentrata” come il prode Toninelli da Soresina, oggi non implorerebbe di «tornare un po’ indietro» come il Bruno Pizzul della moviola. Ecco perché il suo appello a imprese, università e società civile del Mezzogiorno che, detto per inciso, in questa battaglia si sono arruolate da sole, rischia di suonare sterile, retorico e persino un tantinello paraculo. Ma nulla è perduto: se la Nugnes vuol rientrare in partita deve solo dimostrare un po’ di coraggio annunciando, ad esempio, voto contrario all’intesa “schiaccia-Sud” quando il testo approderà al Senato. Il resto sono chiacchiere. L’esempio, invece, trascina. L’intendenza, come sempre, seguirà.

 

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