Aspro battibecco in tv tra la Gruber e Bonafede: l’ex senatore Pd Carofiglio ci mette il carico da… Diciotti (Video)

giovedì 21 febbraio 12:15 - di Chiara Volpi

Battibecco in studio a «Otto e mezzo» su La7 tra il ministro della giustizia e Lilli Gruber: in due, la conduttrice del talk de La 7 e lo scrittore ed ex senatore dem Gianrico Carofiglio , ospite nel del dibattito tv, provano a mettere all’angolo il Guardasigilli Alfonso Bonafede sul caso Diciotti, e non solo sulla legittimità della famosa decisione al vaglio della magistratura, ma anche sulle modalità con le quali sarebbe stata intrapresa: luoghi, orari, comunicazioni e quant’altro la riguardi.

Aspro battibecco tra la Gruber e Bonafede a “Otto e mezzo”

Il Guardasigilli, come dimostra il video postato interamente su Youtube e come testimonia nel merito la parte circoscritta rilanciata dal Corriere della Sera e da noi ripresa nel link d’apertura,  è sotto il fuoco incrociato di conduttrice e ospite di turno: lo scrittore ed ex magistrato, oltre che ex senatore del Pd Carofiglio, chiede con una certa insistenza e con toni non proprio distesi a titolare del dicastero di via Arenula in quale consiglio dei Ministri il Governo abbia preso la decisione sulla nave Diciotti, ricordando non senza una certa acrimonia, come ci siano atti e luoghi formali necessari alla legittimità delle scelte di un esecutivo, chiedendo contezza del contesto in cui sarebbe maturata la decisione del governo sulla Diciotti. Bonafede è all’angolo e la Gruber con Carofiglio provano a metterlo definitivamente alle corde, quando, con una reazione risentita che prova a contenere, il Guardasigilli replica piccato: «È evidente che il ministro dell’Interno ha un’autonomia decisionale che – seppure non in sede di Consiglio dei Ministri – ha condiviso insieme al presidente del Consiglio, a Di Maio e Toninelli». «Come? –incalza a questo punto provocatoriamente la conduttrice di Otto e mezzo – al telefono?». «Lo avranno fatto nel modo che hanno ritenuto più opportuno. Non venite a farmi l’interrogatorio…», chiosa a quel punto evidentemente irritato Bonafede, mentre la voce della Gruber va a sovrapporsi a quella del ministro sentenziando: «Va bene, non lo sa neanche lei…ci sarebbe piaciuto se le ce l’avesse detto però»… «Questo atteggiamento tende a mistificare la realtà: se voi volete parlare di situazioni procedurali, fate pure – ribatte quindi Bonafede – io so che c’è un governo che si è preso in carico una questione molto precaria e al quanto difficile, e dopodiché lo ha rivendicato»… E sul ring, almeno per un po’, è tregua.

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