Vent’anni di ministri sotto i flash in aeroporto. Ma solo Salvini fa “passerella”

martedì 15 gennaio 16:58 - di Redazione
Cesare Battisti

Chi più, chi meno, e ognuno con il suo stile. Ma sono circa 20 anni che i governanti seguono la massima di Oscar Wilde: il miglior modo per liberarsi dalla tentazione è cedervi. E così, Salvini e Bonafede ieri a Ciampino per cogliere mediaticamente il frutto del lavoro dietro le quinte di intelligence e forze dell’ordine che hanno portato alla cattura di Cesare Battisti in Bolivia avranno anche fatto storcere il naso a molti, però hanno diversi precedenti. Il caso alpha di esponenti politici che… si espongono in vicende aero-giudiziarie può essere considerato Ramon Mantovani (Rifondazione comunista) che nel novembre 1998 destò scalpore – nonché un serio incidente diplomatico con la Turchia – per aver accompagnato in Italia Abdullah Ocalan, leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan, nella lista dei most wanted di Ankara, sbarcato a Fiumicino e riconosciuto alla dogana. La tempesta che si abbattè sul governo D’Alema sconsigliò la concessione dell’asilo politico, e il leader Pkk fu dirottato in Kenya, dove poi i servizi turchi lo avrebbero catturato.

Dal 1999 i politici non rinunciano “al momento di gloria”

Nell’agosto 1999 il ministro della Giustizia di quello stesso governo, leader del Partito dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, evitò di andare all’aeroporto per accogliere Silvia Baraldini (condannata negli Usa per associazione sovversiva), ma ci andò, con tanto di rose rosse, il suo compagno di partito, e comunista old style, Armando Cossutta.

Anche Berlusconi e Prodi ad accogliere in aeroporto

Da sinistra a destra, la musica a quel punto non è cambiata. Nel settembre 2004 l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con Gianni Letta, accolse il rientro delle “due Simone”, Pari e Torretta, liberate dopo il sequestro a Bagdad. Appena qualche mese dopo, nel marzo 2005, ancora Berlusconi e Letta a Ciampino, per il mesto rientro della giornalista Giuliana Sgrena, la cui liberazione in Iraq era stata segnata dall’uccisione per mano delle truppe Usa dell’agente del Sismi (poi Medaglia d’oro al Valor militare) Nicola Calipari. Fu quindi Romano Prodi, nel marzo 2007, ad accogliere, ancora a Ciampino, l’inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, che era stato rapito dai talebani in Afghanistan. Del maggio 2014 è lo sbarco a Fiumicino con 31 bambini congolesi, adottati in Italia, del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. E Paolo Gentiloni, da ministro degli Esteri dello stesso governo Renzi, nel gennaio 2015 abbracciò a Ciampino le volontarie Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, vittime di un rapimento in Siria.

Commenti

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  • lamberto lari 16 gennaio 2019

    Ma quanti perbenisti e politicamente corretti ci sono……se tutto questo fiato lo avessero speso a tempo debito e in modo opportuno in occasione degli incontri e visite internazionali con i cugini francesi prima e con gli amici brasiliani il terrorista Cesare Battisti sarebbe stato estradato anni e anni fa! Sarà un caso ma solo durante l’incontro del ministro Salvini con il futuro, allora, oggi presidente del Brasile raccogliendo l’impegno formale all’estradizzione di Battisti. Un successo che in anni e anni nessun altro governo è riuscito ad ottenere! La passerella è un gesto in onore degli uomini uccisi e delle loro famiglie che hanno vissuto oltre al dolore l’umiliazione di quegli incontri di cui sopra a cui mai e poi mai furono dette parole e tantomeno rivolte richieste di estradizione degli assassini dei loro cari! Allora tutto questo political corret dove caspita era? Tacessero queste serpi immonde di finti intellettuali, pennivendoli da strapazzo, giornalisti intellettualmente disonesti, opinionisti schifosi, ci risparmino almeno per pudore e dignità le loro idiozie e falsità di vecchie nomenklature di cui ci siamo rotti gli ammennicoli!!!

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