Venezuela, messaggio di Guaidò a Salvini: «Grazie per il sostegno al nostro popolo»

venerdì 25 gennaio 10:51 - di Renato Fratello

Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che due giorni fa ha prestato giuramento come presidente ad interim “ringrazia” il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che in un tweet ha auspicato la fine rapida del regime di Maduro ed il suo sostegno al popolo venezuelano. «Ringraziamo per il riconoscimento della volontà del popolo venezuelano – scrive Guaidò su twitter, allegando il post di Salvini – che continuerà ad alzare la voce pacificamente per le strade».

Guaidò: «Assicurare elezioni libere»

Guaidò non esclude la possibilità di concedere l’amnistia a Nicolas Maduro nel caso in cui lasci il potere. In un’intervista via Skype da una località segreta di Caracas alla tv americana in lingua spagnola Univision, ad una domanda specifica sull’amnistia Guaidò ha risposto: «Nei periodi di transizione sono accadute cose simili, non possiamo escludere niente, tuttavia noi dobbiamo essere molto fermi per il futuro, anzitutto per fare fronte all’emergenza umanitaria». «La nostra sfida – ha sottolineato – è assicurare elezioni libere e vogliamo che ci siano al più presto possibile. Ma viviamo in una dittatura». In una precedente dichiarazione al Financial Times, Guaidò ha affermato: «Nessuno vuole vivere così, quale che sia la politica, la gente è senza acqua nelle case da cinque o sei mesi, senza medicine, senza denaro sufficiente per comprare da mangiare». Intanto, il dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale diplomatico “non essenziale” accreditato in Venezuela di lasciare il Paese. Lo ha annunciato il bureau per la sicurezza diplomatica, dopo che Maduro ha dato a Washington 72 ore di tempo per ritirare il proprio staff. «Il governo americano – si legge in una nota del dipartimento di Stato – ha limitato la capacità di fornire servizi d’emergenza ai cittadini americani in Venezuela». Si consiglia poi a cittadini americani che vivono o sono diretti nel Paese di “considerare fortemente” la possibilità di andarsene.

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