Trieste, il vicesindaco butta stracci abbandonati nel cassonetto: i soliti Renzi e Boldrini all’attacco

sabato 5 gennaio 19:12 - di domenico bruni

Non gli è parso vero a Boldrini, Renzi, Martina, Serracchiani  e alla immancabile Caritas potersi scagliare contro il vicesindaco leghista di Trieste Paolo Polidori, reo di aver gettato degli stracci abbandonati nella spazzatura. La vicenda è stata vergognosamente strumentalizzata da un’opposizione che non ha più nulla da dire, sostenendo che quegli stracci fossero di un clochard e accusando Polidori di aver quasi derubato un senzatetto. Le cose non stanno ovviamente così, e lo spiega lo stesso Polidori: “Vorrei trovare questo clochard e dirgli che se si farà ospitare in una struttura protetta gli acquisterò abiti nuovi. Potrebbe tuttavia non averne bisogno, poiché da quanto mi è stato riferito ogni giorno cambia circa 100 euro di monete nei negozi del centro di Trieste, il che significa che guadagna circa quasi tremila euro al mese. Inoltre, verosimilmente potrebbe rifiutare l’ospitalità in un ricovero pubblico perché, come ha dimostrato in passato, a un tetto preferisce il bivacco per strada”. Lo ha precisato lo stesso vicesindaco leghista di Trieste, Polidori, travolto in queste ore dalle polemiche per aver raccontato in un post di aver rimosso e buttato in un cassonetto un mucchio di stracci “da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città” ammucchiati a via Carducci davanti alla saracinesca di un negozio in affitto. Il clochard della discordia è “un rumeno piantonato dalla questura per tre procedimenti penali a carico ed uno di allontanamento da Trieste che potrebbe tra l’altro essere già stato eseguito, dato che il barbone – racconta il vicesindaco – secondo quanto riferitomi dall’assessore ai Servizi sociali, al momento non risulta essere stato preso in carico da nessuna struttura di accoglienza. È un barbone attivo, cioè che ha scelto di vivere per strada perché a Trieste tutti i clochard hanno un letto al caldo in un ricovero. E lui invece si è sempre rifiutato di essere ospitato in strutture pubbliche protette. Io non faccio la battaglia contro di lui, ma i cittadini di Trieste devono avere il diritto di camminare in strade decorose. Io non posso tollerare che siano privati della loro libertà – precisa Polidori -. La solidarietà al clochard non gliela toglie nessuno. Ma quale è la ragione per cui quest’uomo preferisce vivere senza un tetto?” Polidori ha tra l’altro spiegato che “non erano abiti e effetti personali abbandonati quelli che ho rimosso. Ma soltanto stracci, non riconducibili a una persona determinata e interpretabili dunque come spazzatura che di conseguenza io posso prendere e gettare nel cassonetto. Se avessi visto effetti riconducibili ad un bivacco attivo non li avrei mai presi. La questione – ha infatti ricordato – è cominciata mesi fa quando questa persona ha cominciato a stazionare nel centro di Trieste, portando pentole e stracci ed addirittura provando a piantare una tenda davanti a negozio con i conseguenti disagi immaginabili per i cittadini ed i commercianti, che spesso ha anche minacciato. Inconvenienti ancor più aggravati dalle pessime condizioni igienico sanitarie in cui versavano lui e il suolo che occupava”. Hanno chiesto le dimissioni del vicesindaco in tanti, ma dovrebbero chiedergli scusa.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Tolu 6 gennaio 2019

    I soliti sinistrosi del c….avolo! E qui mi fermo! Per carità

  • In evidenza