Sanremo, è già un successo “Caramelle”, il brano sulla pedofilia che la giuria aveva scartato (video)

venerdì 18 gennaio 13:10 - di Redazione

Massimo Giletti lo ha voluto a Non è l’Arena, il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana lo ha difeso su Twitter, le radio passano a più riprese  il pezzo “Caramelle” di Pierdavide Carone e i Dear Jack, un brano che parla di pedofilia attraverso la voce di due ragazzini, Marko e Marika. Un brano la cui esclusione da Sanremo si sta rivelando una passerella verso il successo. Su youtube il video ufficiale della canzone ha avuto già più di un milione di visualizzazione.

Il ritornello di “Caramelle” è molto esplicito

Tema scabroso, polemiche sulla censura: ci sono tutti gli ingredienti, insomma, per fare di “Caramelle”  la canzone del momento. Gli autori del brano hanno parlato di censura (“Abbiamo avvertito davvero una censura, anche da parte dalla Rai. Avremmo dovuto presentare Caramelle in altri programmi. Forse non era adatta per certi orari? Per un certo tipo di pubblico? A riprova che la pedofilia è ancora un tabù”), Claudio Baglioni ha negato in modo risoluto, osservando che si è trattato solo di una scelta artistica. Il ritornello della canzone è in effetti assai forte: “Ti prego, fa’ in fretta ciò che devi fare/Ti prego, fallo in fretta senza farmi male/Ti giuro, non avrò niente da raccontare/Però fa’ in fretta così torno a respirare”. Forse è stato giudicato inadatto a un festival nazionalpopolare?

Pierdavide Carbone si era sfogato con il quotidiano dei vescovi Avvenire: «Certo che sono rimasto male per l’esclusione, soprattutto perché la canzone ha una tematica così importante da far conoscere. Nei primi giorni c’è stato un po’ di impeto, ma ora sono più sereno e non voglio giudicare le scelte del Festival. Per noi l’importante è che la canzone giri il più possibile, perché sulla pedofilia c’è tanta omertà, ma il problema è molto ampio e bisogna che la consapevolezza del problema arrivi a più adolescenti possibili. Da quando abbiamo pubblicato il brano ricevo ogni giorno messaggi di persone che sono state vittime di abusi e violenza che mi ringraziano per averne parlato. Ne sono colpito».

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