Rampelli: “Basta con le scorribande delle Ong”

mercoledì 30 gennaio 19:52 - di Redazione

Vicepresidente Rampelli, pare di capire che dal Viminale arrivino elementi di chiarezza sulla Sea Watch, che finalmente si faccia sul serio.

“Certo, ma probabilmente, ed è quanto mi auguro, il ministro Salvini farebbe bene ad estendere il campo d’azione”.

Che cosa dovrebbe fare? 

“Muoversi subito anche sullo sfondo. occorre smantellare il giro d’affari che ruota intorno a diverse Ong, indagando su un sistema marcio che vede coinvolto il mecenate finanziere Soros, elargitore di contributi per milioni di euro anche ad Associazioni italiane e, probabilmente, anche alla Sea Watch”.

Perché questa proposta radicale?

“Semplice. Non è accettabile che Ong prive di gerenza pubblica, statuto e modalità di autofinanziamento possano sfidare gli Stati nazionali con il gioco delle tre carte”.

L’accusa è pesante.

“Ce ne assumiamo la responsabilità. Le loro incursioni nel Mediterraneo sono spesso da navi corsare, mettono in ginocchio le diplomazie internazionali, dialogano con gli scafisti, forse direttamente con i trafficanti, sono registrate in una nazione ma battono bandiera di un’altra, hanno i conti depositati in chiacchierate ‘banche sociali’ che hanno avuto rapporti opachi con organizzazioni anti israeliane fiancheggiatrici di movimenti anti israeliani, hanno prima approfittato del regolamento di Dublino (vuoi vedere che lo hanno loro dettato alle burocrazie europee?) e ora della confusione sul suo superamento, approfittano del fallimento del sistema di ridistribuzione europea e potrebbero essere perfino funzionali alla strategia di quei paesi che destabilizzano o sfruttano il continente africano non vedendo più lontano del proprio naso”.

E quindi…

“E quindi ci sono tutti gli ingredienti per varare una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce su questi misteri cui sono legati migliaia di morti naufragati nel Mediterraneo”.

Commenti

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  • Sandro Cecconi 31 gennaio 2019

    Rampelli,

    Mi rivolgo a lei per sottoporle il seguente quesito. Come può un ribunale italiano non indagare una ONG, quella di che trattasi attualmente, che ha calpestato il documento del Consiglio Europeo del 28 giugno dello scorso anno di cui pubblico il link:

    https://www.consilium.europa.eu/media/35947/28-euco-final-conclusions-it.pdf

    che all’articolo 1 su 3 recita testualmente:

    “Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, dovrebbero essere maggiormente intensificati gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri paesi. L’UE resterà al fianco dell’Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo. Accrescerà il suo sostegno a favore della regione del Sahel, della guardia costiera libica, delle comunità costiere e meridionali, di condizioni di accoglienza umane, di rimpatri umanitari volontari, della cooperazione con altri paesi di origine e di transito, nonché di reinsediamenti volontari. Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica. ”

    Forse per me che sono un profano sembra assurdo, oppure è veramente assurdo?