“Nella banca vaticana fondi di Castro, Lula, Maduro e altri leader di sinistra”. Lo Ior: “Fake news”

venerdì 11 gennaio 15:41 - di Penelope Corrado

Dalla Colombia spunta un dossier al veleno contro la banca vaticana. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla presenza di conti allo Ior attribuibili a presidenti ed ex presidenti di Paesi latinoamericani, il direttore ad interim della Sala Stampa, Alessandro Gisotti, dice: «Dopo verifica con le autorità competenti, posso affermare che nessuna delle persone menzionate nell’articolo di El Expediente ha mai avuto un conto allo Ior, né lo ha tuttora, né ha firma di delega su conti terzi, né avrebbe – sulla base della nuova normativa adottata dall’Istituto – alcun titolo ad aprire alcuna posizione presso di esso. I documenti portati come prova sono falsi. Lo Ior si riserva la facoltà di adire le vie legali».

Il documento coi conti segreti. Il Vaticano: “È una patacca”

“Presso lo Ior il presidente colombiano ha un conto da 400 milioni di euro”

L’inchiesta del quotidiano colombiano El Expediente scrive di «conti segreti multimilionari» depositati dall’ex presidente della Colombia Juan Manuel Santos, che così facendo «avrebbe usato lo Stato del Vaticano come sua cassaforte»,  attraverso lo Ior. «Un modo sofisticato per nascondere i soldi altresì avvalersi di altri presidenti e gli ex presidenti, la maggior parte con idee di sinistra come Cristina Fernández, Lula Da Silva, Evo Morales, Rafael Correa, Raul Castro, Daniel Ortega, Nicolas Maduro e la vedova di Chavez», scrive la testata colombiana dettagliando l’articolo. «Santos è l’intestatario del conto 001-3-16764 con un saldo di 390 milioni di dollari, associato a Inc Global Tuition & Education Insurance Corporation, la stessa azienda che è apparsa nel rapporto noto come “Paradise Papers”, che indicava denaro nascosto nelle Barbados».

L’inchiesta del quotidiano colombiano El Expediente

L’inchiesta è stata condotta da un diacono argentino (Jorge Sonnante) e dal giornalista colombiano Gustavo Rugeles. Per il sito «non è una semplice coincidenza che Juan Manuel Santos abbia scelto la banca vaticana per mantenere quella grossa somma di denaro la cui origine è sospetta e sconosciuta», commenta la testata, aggiungendo che «tutto fa parte di un’operazione denominata (Money Route K), un meccanismo di riciclaggio di denaro proveniente dalla corruzione in cui il presidente argentino Cristina Fernandez è stato un pioniere nelle mani del suo connazionale». E il riferimento del sito colombiano è a papa Bergoglio. Accuse pesantissime, che vengono etichettate come una “patacca” da parte delle autorità vaticane. Una patacca che, però, potrebbe essere stata confezionata proprio a Roma.

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