Migranti, ora la Germania se ne libera dichiarando «sicuri» i Paesi d’origine

venerdì 18 gennaio 13:19 - di Federica Parbuoni

Nuova stretta della Germania sull’immigrazione. Il Bundestag tedesco ha approvato una legge che rende più difficile la presentazione per le richieste d’asilo da parte di cittadini di quattro Paesi ritenuti «sicuri». Si tratta di Algeria, Georgia, Marocco e Tunisia. «È un’espressione di sano pragmatismo», volta a non dare «false speranze» alle persone di questi Paesi, ha spiegato il deputato della Spd, Helge Lindh, che durante la crisi italo-maltese della Sea Watch salì sulla nave sollecitando una rapida accoglienza dei migranti a bordo.

Verdi e Sinistra votano contro

La legge, che deve ora essere votata dalla Camera alta, il Bundesrat, ha ottenuto il sostegno di 509 deputati, mentre i no sono stati 138 e gli astenuti quattro. A votare contro sono stati i membri del Partito dei Verdi e della Sinistra. Per Paesi d’origine sicuri, secondo la convenzione di Ginevra e la Direttiva europea sulle procedure d’asilo, si intendono quegli Stati in cui, si legge sul sito della Commissione Ue, esiste «un sistema democratico», non si verificano «nessun tipo di persecuzione; nessuna tortura o pene o trattamenti inumani o degradanti; nessuna minaccia di violenze » e non sono in atto conflitti armati.

Merkel in prima per i rimpatri dei migranti

Secondo quanto affermato dal governo tedesco, la modifica della legge dovrebbe semplificare le procedure per le domande da parte di persone provenienti dagli Stati in questione. Ma anche il rimpatrio dovrebbe essere più celere. Proprio questo aspetto, del resto, è stato al centro di un ampio lavoro preparatorio da parte di Angela Merkel in persona. Ne è esempio la visita che la cancelliera fece qualche mese fa in Algeria, durante la quale definì come «molto costruttiva» la cooperazione tra Berlino e Algeri, fra i cui risultati vi fu un accordo per rendere più facili i rimpatri. Già in quella occasione Merkel definì l’Algeria «Paese sicuro», dicendosi convinta che i circa 40mila algerini passibili di rimpatrio non avrebbero corso alcun pericolo.

 

 

 

 

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