Meloni stronca i sindaci talebani della sinistra. E il web si scatena: «Vanno cacciati»

giovedì 3 gennaio 11:22 - di Giovanna Taormina

«Inaccettabile la decisione dei sindaci talebani pro-immigrazione, come Orlando e De Magistris, di disapplicare il decreto sicurezza». Giorgia Meloni attacca i sindaci ribelli che vogliono boicottare il dl sicurezza. «Diversamente da quanto creda la sinistra – ha scritto in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook  – le leggi vanno applicate anche quando (giustamente) mettono un freno all’accoglienza indiscriminata. Il governo faccia valere la legalità, con ogni mezzo. Fratelli d’Italia garantisce il suo totale sostegno per dare piena applicazione al decreto sicurezza, che se ha un difetto è quello di essere troppo blando, non certo di limitare i diritti costituzionali».

Meloni e il post su Fb

Il post ha ottenuto migliaia di like e di commenti. Un utente ha scritto: «Il decreto sicurezza è una legge dello Stato di cui quei sindaci fanno parte. Il ministro Salvini è anche il loro. Se non sono d’accordo possono sempre dimettersi e noi tutti ce ne faremo una ragione». Un altro ha commentato: «Pazzesco. Rappresentanti delle istituzioni che dicono che non rispetteranno una legge dello Stato. Inconcepibile. Non si rendono nemmeno conto di quale danno fanno. Tutti potrebbero pensare che se una legge non gli piace possono fare a meno di rispettarla».

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 4 gennaio 2019

    Alcuni fatti sui politici “ribelli”: de Magistris era soprannominato “Giggino la manetta” perché firmava mandati di arresto con troppa superficialità, adesso istiga a violare le leggi. Quanto a Orlando, durante un programma di Santoro di anni fa accusò un ufficiale dei Carabinieri di associazione mafiosa, chissà con quali prove: il graduato fu indagato e si suicidò poco dopo, senza che né Orlando, né Santoro mostrassero il minimo rimorso,

  • giovanni vuolo 4 gennaio 2019

    Niente di nuovo. Quando la sinistra perde non ci sta al rispetto delle regole. Solita arroganza e prevaricazione. Sarebbe interessante capire cosa ne pensano i cittadini di Catanie e di Napoli, di fronte alla prospettiva di invasione delle proprie città da clandestini che saranno mantenuti coi tributi versati nelle casse comunali.

  • Me 4 gennaio 2019

    Le leggi dello stato si applicano!
    Se ritenute incostituzionali,provvederà la Corte Costituzionale a dichiararle tali.
    Non il primo sindaco con complessi di presenzialismo!
    Entrambi possono dedicarsi con maggiore impegno a risolvere i problemi che riguardano
    le loro città!

  • Giacinto 4 gennaio 2019

    I sindaci Orlando, De Magistris ed altri come loro vanno cacciati subito e vanno perseguiti penalmente.

  • Paolo 4 gennaio 2019

    Digitate su internet ” orlando cascio padre”; potrete così sapere attraverso la stampa dal 1980 in poi cosa si pensasse e si dicesse sulle frequentazioni e agganci politici del padre dell’attuale sindaco di Palermo e della conseguente carriera politica di quest’ultimo. Su “Repubblica” di quell’epoca si trvano articoli e recensioni molto interessanti. Per quanto riguarda il De Magistris che nulla può insegnare,costui farebbe meglio a provvedere alla disinfestazione di taluni ospedali napoletani che sono la vergogna dell’Italia intera. Infine ricordo a tutti che questi “Masaniello” sono ufficiali di governo; ai tempi del prefetto Di Francesco,Commissario Straordinario Antimafia, tale comportamento sarebbe stato motivo di immediata destituzione.

  • rino 4 gennaio 2019

    Ecco spiegato il perché dell’invasione, evidentemente i sindaci e i comuni hanno degli interessi nella tratta dei clandestini. Ora sappiamo chi ha messo in crisi l’Italia.

  • Gian Mario 4 gennaio 2019

    Faccio notare che i funzionari della pubblica amministrazione cui verrebbe demandato l’incarico di disapplicare il decreto, non sono tenuti ad eseguire atti in violazione di una legge dello Stato. Per cui, se un sindaco dovesse ordinare ad un suo impiegato di violare una legge, questi ha il dovere di disobbedire e di denunciare il caso alla magistratura, pena, il suo coinvolgimento nella illegalità subendone le conseguenze.

  • babbone 3 gennaio 2019

    Nel momento in cui non applicano la legge firmata dal Presidente della Repubblica Italiana scatta il reato, quindi si procede d’ufficio, quindi qualsiasi ufficiale di P.G. superiore, superiore perchè chi commette il reato riveste una carica statale, può arrestarli.

  • Giuseppe Tolu 3 gennaio 2019

    Da stroncare ed eliminare subito, politicamente voglio dire.

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