La beffa, Bot di 100 lire vale 25mila euro. Ma da Bankitalia niente rimborso

giovedì 31 gennaio 15:10 - di Renato Fratello

Francesca Ottolini, 102 anni, originaria di Verona e residente a Salerno, qualche mese fa, e precisamente nel settembre nello scorso anno, nella sua casa di Verona, mentre era in compagnia di un nipote, ha ritrovato in una vecchia specchiera, assieme a tante foto e ricordi di famiglia, un Bot risalente al 1937 del valore nominale di 100 lire.

Il titolo, come racconta l’Adnkronos, del quale l’anziana donna non sapeva l’esistenza, è stato fatto stimare da un consulente contabile che ha calcolato dalla data di emissione, a quella del ritrovamento, compresi gli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, una somma pari a 25mila euro. L’anziana donna ha deciso di passare all’incasso, ma per Bankitalia il titolo sarebbe prescritto. Un diniego che non ha scoraggiato la signora Ottolini che si è rivolta all’avvocato Ilaria Napolitano del Foro di Roma. Analizzata la situazione il legale ha deciso di ricorrere alle vie legali portando davanti al giudice la Banca d’Italia e il ministero dell’Economia. E già il prossimo 23 maggio ci sarà la prima udienza.

Bot e prescrizione

«La prescrizione del diritto al rimborso del Titolo – spiega all’Adnkronos l’avvocato Ilaria Napolitano, che assiste la signora Ottolini – non decorre immediatamente dalla scadenza naturale del Bot in questione, ma dal suo ritrovamento. Vale a dire che la signora avendolo ritrovato nel settembre 2018, da quella data, ha dieci anni di tempo (prescrizione ordinaria) per chiedere il rimborso a Bankitalia». In Italia si stima vi siano circa 10 milioni di Titoli di Credito “antichi” (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, ecc. non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c’è molta disinformazione anche da parte degli Enti preposti al pagamento. Infatti, secondo la giurisprudenza è possibile ottenere il rimborso di titoli “antichi” quali libretti di risparmio, buoni e titoli di stato in genere, anche quelli emessi sotto la vigenza del Regno d’Italia.

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