I cristiani delle Filippine non porgono l’altra guancia: granata contro una moschea

mercoledì 30 gennaio 15:36 - di Laura Ferrari

Una granata è stata lanciata mercoledì all’interno di una moschea di Zamboanga, località nelle Filippine meridionali. Nell’attentato sono morti due insegnanti islamici e altre quattro persone presenti nella moschea sono rimaste ferite. L’attentato arriva tre giorni dopo la strage di cristiani, nella vicina località di Jolo, all’interno di una cattedrale.

La polizia locale ritiene che sia prematuro indicare l’attentato alla moschea come una rappresaglia contro la comunità islamica. È stato quindi chiesto ai giornali di non fare speculazioni mettendo in relazione questo attacco con quello di domenica. “Stiamo investigando ma non abbiamo ancora trovato relazioni tra i due episodi”, ha preciato Delfin Lorenzana, segretario alla Difesa del governo filippino.
Il politico cattolico Zia Alonto Adiong ha lanciato un appello su Twitter ai cattolici delle Filippine: “Non cadiamo nella loro trappola e non trasformiamo i rapporti tra musulmani e cristiani in rapporti tra nemici. Non cadiamo nel circolo vizioso che i terroristi vogliono creare nel nostro Paese”.

Subito dopo la bomba di Jolo, le autorità hanno alzato lo stato di allerta. In campo è stato dispiegato anche l’esercito, al quale è stato affidato il presidio dei principali luoghi di culto. Ciò, evidentemente, non è bastato a scongiurare l’attentato a Zamboanga.

Strage di domenica, sale il bilancio delle vittime: morta una 14enne

Emergono nuovi dettagli sull’attentato di domenica nella Cattedrale di Nostra Signora del Monte Carmelo a Jolo. Gli attentatori erano una coppia di coniugi. Lo rivela il presidente filippino Rodrigo Duterte, aggiungendo che “non vi è dubbio” sul fatto che dietro l’attentato vi fosse il gruppo armato che ha giurato fedeltà all’Isis. Nel frattempo, sale il bilancio delle vittime con la morte in ospedale di una ragazzina di 14 anni. Chienly Camille Tabas Rubio, porta a 21 il numero delle persone morte nell’attentato islamico; tra queste vi sono diversi corpi non ancora identificati. I feriti sono 112, 54 dei quali necessitano di assistenza medica continua.

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