De Falco dopo l’ammutinamento e l’espulsione “Via dal M5s perché non faccio il servo” (video)

mercoledì 2 gennaio 18:20 - di Guido Liberati

Dopo l’espulsione dal Movimento Cinque Stelle, il senatore Gregorio De Falco è pronto a fare ricorso. «Speravo che il M5S avesse adottato nei miei confronti un provvedimento di buon senso e, soprattutto, non autolesionistico. In questo modo si conferma che nel Movimento non può esserci alcun dialogo, alcun dissenso». Così Gregorio De Falco a Radio Radicale sulla sua espulsione dal Movimento 5 Stelle.

De Falco: “Farò ricorso”

In merito al ricorso circa la decisione dei probiviri, De Falco annuncia: «Ci sono cinque giorni per fare ricorso, ma ne sono già passati due dal 31 dicembre. Mi rivolgerò a qualcuno che conosce bene queste procedure. Non ho dimestichezza con queste cose e non penso di riuscire ad acquisirla in tre giorni. Io – prosegue – confido ancora che il Movimento 5 stelle possa avere, in autotutela della propria storia, la capacità di tornare sui suoi passi e annullare questo provvedimento perché è incostituzionale e sbagliato. E la politica che sta seguendo il Movimento è differente da quello che ha promesso ai suoi elettori». Il senatore pentastellato conferma che la decisione è stata un fulmine a ciel sereno. «Io non mi aspettavo questa decisione. Non sapevo nulla in particolare del procedimento in corso se non che era stato avviato, come atto dovuto, dal capogruppo al Senato Stefano Patuanelli».

De Falco non ci sta: “Il M5s va in direzione sbagliata”

L’ufficiale di Marina divenuto famoso per la sua telefonata con il comandante della Concordia, Schettino, risponde in tono perentorio a tutte le domande di Alessio Falconio di Radio Radicale. Chiede il giornalista: Si ritiene indispensabile? «Io non sono indispensabile. La regola dei due mandati dice questo. Ma ognuno è indispensabile in quanto portatore della coscienza e coerente con gli obblighi e i doveri del proprio ruolo. Io – conclude De Falco -, come rappresentante dei cittadini, non posso essere servo di qualcun altro che sta andando in direzione diversa dalle promesse fatte ai cittadini».

 

Commenti

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  • Andrea 3 gennaio 2019

    ah ah ah, ma davvero l’eroe è stato espulso anche da qui ?? … dopo essere stato espulso anche dall’occupazione precedente…….. pare che lo espellano dovunque riesca a intruffolarsi questo tizio .

  • Carlo 3 gennaio 2019

    L’hanno definito eroe, solo perché aveva redarguito a male parole un comandante fifone. Da lì si è montato la capoccia. Il m5s è una setta, e non la cambia certo lui. Uno mediocre in un mucchio di mediocri… Amen.

  • BenFrank 3 gennaio 2019

    Un personaggio ridicolo, manda gli altri a bordo, per poi ammutinare come un qualsiasi pirata. Gli ha ha fatto male la troppa luce dei riflettori… Però seggio e prebende parlamentari se le tiene strette! In quanto al servizio dei cittadini: De Falco, sei un nominato, non un eletto!

  • Roberto Modiano 3 gennaio 2019

    Il De Falco era anche incaricato di sorvegliare che le navi seguono la rota prevista dalle previsioni di navigazione. Sono rotte satellitarie che sono imperative per la sicurezza marittima. La nave Concordia non aveva nulla da fare dove si è arrenata. Non avrebbe dovuto starci. Quando il De Falco si è accorto che se la Concordia si è arrenata, se l’é presa col Cap. Schettino che l’aveva portata ad arrenarsi per fare un inchino all’isola!
    Tipico del comportamento della gente militare: prendersela con l’inferiore che ha sempre torto e serve da fusibile! Un gran classico. De Falco era stipendiato per badare a che la Concordia stesse sulla sua rotta e non lo ha fatto! Perché? Dormiva?

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