Castelnuovo, tensione tra i migranti sfrattati. Salvini: “Vogliono andare a Cortina?”

mercoledì 23 gennaio 9:03 - di Robert Perdicchi

“Mi ero impegnato a chiudere le mega strutture dell’accoglienza, dove ci sono sprechi e reati, come a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo. E lo stiamo facendo”. Non cambia la sua linea, il ministro degli Interni, Matteo Salvini, all’indomani del blitz al Cara di Castelnuovo di Porto che chiuderà nei prossimi giorni. Non cambia linea nonostante la sollevazione politica dell’opposizione e la tensione di questa notte, nel centro, con i migranti sull’orlo della sollevazione per la chiusura definitiva della struttura prevista entro fine mese.

Stamattina dovrebbe partire un gruppo di altre 75 persone da questo centro che nel marzo 2016 papa Francesco scelse per la celebrazione della lavanda dei piedi del giovedì santo, inchinandosi per il rito davanti a 12 profughi e che fino a pochi giorni fa ospitava 500 migranti.

Salvini, già ieri sera, alla notizia dello “sfratto”, aveva chiarito: “Salvini deporta i bambini, i migranti. Razzista, fascista, nazista… balle spaziali. Tutti gli ospiti che erano dentro e che hanno diritto saranno trasferiti con altrettanta generosità, perché se sei qui a chiedere asilo politico, non puoi pretendere di andare a Cortina. Se hai diritto rimani, altrimenti cominciano le pratiche perché tu torni da dove sei arrivato. Useremo i soldi risparmiati per aiutare gli italiani o chiunque abbia bisogno».
Intanto, ventisei senatori del Pd hanno presentato sulla vicenda un’interrogazione al ministro Salvini chiedendogli “perché viene chiusa una struttura di integrazione che in questi anni ha raccolto diversi riconoscimenti, dall’Acnur a Migrantes, e che ha permesso di salvare e aiutare 8 mila profughi, tra i quali 700 minori. Ma anche in questo caso la domanda viene respinta al mittente con lo stesso argomento di prima: chi ha diritto resta, chi non ha diritto va via.

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