Carige, la banca “salvata” mette in crisi i grillini. Meloni: «Basta spreco di soldi pubblici»

martedì 8 gennaio 14:09 - di Luca Maurelli

Le chat grilline ribollono: i parlamentari grillini chiedono la linea da tenere sulla vicenda Carige, dopo che ieri sera il governo ha varato un decreto che introduce misure urgenti a sostegno della banca ligure, tra cui la possibilità per l’istituto di credito di “accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale”. E la risposta del leader M5S e vicepremier non tarda ad arrivare. «Prima di tutto – si legge nel messaggio di Di Maio ai suoi – per ora non abbiamo messo un euro nelle banche. Abbiamo solo dato una garanzia in caso di eventuali emissioni di titoli per evitare che succeda quello che è già accaduto con le venete e con Etruria dove azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto». Di Maio aggiunge: «Se dovessimo usare quella garanzia o metterci soldi pubblici, la Banca Carige diventerà dello Stato senza fare regali a nessuno e senza che correntisti e obbligazionisti perdano nulla. È pieno di miei video del passato che dicevano una cosa molto semplice: se lo Stato salva una banca, la banca diventa dello Stato. E così sarà se dovessimo intervenire». Una linea, spiegano fonti M5S, diffusa a chiarimento di alcune osservazioni mosse dai media nelle ultime ore e in risposta alle
critiche arrivate dall’opposizione e in particolare da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi e dal Partito democratico. Ma perplessità sul decreto sono state avanzate anche da esponenti del Movimento 5 Stelle, come i senatori Elio Lannutti e Gianluigi Paragone. E Matteo Salvini? «”Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati».

Dalle fila dell’opposizione, arriva la bordata di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: «Carige: un’altra banca salvata con i soldi dei contribuenti, come aveva fatto più volte la sinistra. Non può essere questa la soluzione: è il nostro sistema bancario che non funziona e che va rivisto fin dalle basi, a partire dalla separazione tra banche commerciali e banche d’affari, come propone da anni Fratelli d’Italia. Va fatto subito».

Dalle fila di Forza Italia, il governatore della Liguria, Giovanni Toti, plaude all’intervento del governo mentre gli esponenenti azzurri, da Maurizio Gasparri (qui l’articolo) ad Alessandro Cattaneo, si fanno sentire: «Giustamente il Governo ha preparato un decreto legge per salvare Carige, predisponendo una capitalizzazione pubblica, come si è fatto con MPS in passato, e offrendo la garanzia dello Stato sulle nuove obbligazioni emesse dalla banca, come ipotesi di azione qualora la situazione economico finanziaria dell’istituto dovesse ulteriormente peggiorare nei prossimi giorni. Ci chiediamo tuttavia se Di Maio abbia cambiato idea rispetto al passato. Mesi fa i grillini hanno fatto molta demagogia sui salvataggi bancari che erano necessari soprattutto per tutelare i correntisti italiani. Ora i soldi alle banche vanno bene?».

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