Berlusconi a tutto campo rilancia l’asse con Salvini e conferma: uniti e garantisti. Come sempre

domenica 27 gennaio 10:34 - di Redazione

Dalla Sea Watch al caso Diciotti, passando per le prossima tornata elettorale regionale e alle possibili congiunture programmatiche tra le forze del centrodestra, Berlusconi a tutto campo paral di progetti e prospettive partendo da un presupposto fondante: Salvini è ancora un alleato per Forza Italia. Non ha il minimo dubbio, la più piccola incertezza su questo il leader di Forza Italia, che  in una intervista al Gr1 Rai spiega: «Salvini è il numero uno della Lega, con cui ci stiamo presentando qui, in Abruzzo, per le prossime elezioni regionali, con cui abbiamo vinto tutte le elezioni regionali e amministrative dopo il 5 marzo e con cui certamente ci presenteremo uniti alle prossime elezioni nazionali». Tanto che, su un punto, in particolare, i due leader di centrodestra sono assolutamente d’accordo: l’affermazione del principio garantista e la necessità di arginare il potere straripante della magistratura di sinistra; tanto che, in particolare, sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, il numero uno di Forza Italia ribadisce: «Noi siamo garantisti e lo siamo sempre», conferma e rilancia Berlusconi a L’Aquila, dove è andato per tirare la volata al candidato di centrodestra per la presidenza della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, rispondendo quando gli chiedono un commento sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini trasmessa dal tribunale dei ministri di Catania per il caso Diciotti. Un punto fermo dal quale ripartire in chiusura dei festeggiamenti per i 25 anni dalla fondazione di Forza Italia, e con «vera commozione». Festeggiamenti adombrati da un unico cruccio: «Pensare ai 25 anni passati, a tutto quello che c’è stato, alle tante cose che mi hanno fatto contro… credo di potermi attribuire una sola colpa: quella di non essere riuscito in questi 25 anni a convincere il 51% degli italiani a darmi fiducia».

Berlusconi a tutto campo: uniti con Salvini e garantisti. Ma i «migranti della Sea Watch li farei sbarcare»

Su un punto, però, Berlusconi diverge dalle posizioni salvininane: i migranti a bordo della Sea Watch. «Io credo francamente, con senso di realismo, che 47 nuovi immigrati che si aggiungono ai più di 600.000  che abbiamo oggi sul territorio del Paese non cambino nulla. Quindi se fosse mia responsabilità, io li farei senza dubbio sbarcare». asserisce possibilista il leader di Forza Italia, parlando del diniego di sbarco ai migranti soccorsi dalla Sea Watch. Un passaggio veloce, quello sul caso dell’imbarcazione della Ong tedesca battente bandiera olandese, e poi subito si torna al capitolo europee, a proposito del quale Berlusconi sostiene di scendere in campo «perché dobbiamo riportare l’Italia ad avere un ruolo forte in Europa. Farò valere il mio prestigio e la mia esperienza», ribadisce Berlusconi, che oggi, a 25 anni dal suo esordio con Forza Italia, rilancia: «Di fronte al pericolo M5S, ho deciso di tornare in campo e sarò in campo affinché queste elezioni diano un segnale netto e preciso di chi siano questi signori grillini… Sono spaventato dalla loro ferocia giustizialista. Per questo, ho deciso di scendere in campo e lo sarò fino alla fine, con energia, impegno ed entusiasmo». Per questo Berlusconi ostenta poi ottimismo sul ritorno a palazzo Chigi della coalizione e lancia più stoccate all’indirizzo dei grillini: «Ci apprestiamo a tornare al governo e vogliamo andare in Europa per riprendere in mano il progetto dei padri fondatori – prosegue il Cav –-. Mi sono sentito ancora la responsabilità e il dovere, dopo 25 anni, di affrontare la battaglia di una campagna elettorale. Sarà una battaglia dura e difficile, ma io ci sarò.

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